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mercoledì, 16 luglio 2008
E oggi ho finito gli esami, perfettamente nei tempi e con la media che fino a un anno fa sognavo di avere. Penso che non mi sentivo così leggera dal giorno in cui ho fatto la maturità.
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mercoledì, 02 aprile 2008
Mi ci è voluto un sacco, per riuscire a postare di nuovo. Scrivo una cosa e il giorno dopo è già obsoleta, è già cambiato tutto, ogni sensazione è diversa. Ma oggi sono salita in macchina e c'era il sole e alla radio c'erano i Pink Floyd che sono la cosa più bella che io abbia mai sentito e c'era solo un senso di leggerezza che avvolgeva tutto. Quei momenti in cui realizzi che dopo mesi brutti tutto è tornato al suo posto e c'è di nuovo quell'equilibrio e quella sensazione di armonia totale che ti lascia senza fiato.
E mi sento sempre come un giocoliere con mille cose tra le mani col terrore di far crollare tutto, come suddivisa in mille ambienti diversi con gente diversa e una volta non era così, una volta io avevo le mie radici ben piantate e invece ho imparato a aprirmi al mondo intero ed è strano ma anche tremendamente bello. Ed è come camminare sull'orlo del burrone col terrore di crollare e col terrore che da un momento all'altro tutto si dissolva.
Eppure a certo punto apri gli occhi e realizzi cosa davvero hai intorno e cosa hai costruito in questi ultimi anni e quasi non ci credi, che sei davvero tu a vivere quella vita.
E poi c'è lui e ci siamo noi che siamo diventati esattamente quello che ho sempre sognato, al punto che non riesco nemmeno a descrivere questo periodo tra me e lui perchè è solo sensazione pura. Perchè ho sempre avuto l'incubo di finire dopo anni che stiamo insieme completamente ripiegati su noi due e basta, senza essere più in grado di coltivare le nostre vite anche separati e diventare una coppia autoreferenziale in grado solo di pensare e progettare in coppia. Il terrore irrazionale di dipendere da lui e di appoggiarmi su di lui mi impediva di vivere serenamente e continuavo a scappare, io che mi circondo di legami forti al di fuori di noi due e di cui non sarei in grado di fare a meno. E invece poi a un certo punto tutto è andato a posto ed è come se avessimo creato qualcosa di solido che non esclude noi due come individui. Viviamo vite diverse con lavori diversi e amicizie diverse e poi ci ritroviamo la sera e abbiamo mille cose da dirci e da condividere ed è meraviglioso, è meraviglioso quando riusciamo a stare un intero sabato insieme a ascoltare musica e c'è quella sensazione di essere finalmente riuscita a conciliare lui e il resto della tua vita e mai come ora siamo stati cosi bene insieme.
E poi c'è tutto il resto. Poco più di due settimane fa ho realizzato che avevo perso me stessa per strada, e avevo scritto un post che finiva con e ho dimenticato cosa si prova a sdraiarsi in un prato e non pensare, non pensare a niente se non alla forma delle nuvole. Poi nelle ultime due settimane è cambiato tutto, io sono di nuovo io e basta, e oggi ero su un prato ed eravamo li a parlare e non stavo pensando a niente se non a quel momento ed è stata forse la cosa più bella degli ultimi mesi.
Perchè all'improvviso ti alzi una mattina e l'unica frase che c'è nella mente è ho perso me stessa nello sforzo spasmodico di non crollare. Tutto quello che ero e che sono stata sepolto sotto mesi di terrore, terrore puro. Da un lato gli esami, la tesi, l'obbligo di frequenza, i turni in pronto soccorso e potrei continuare all'infinito. Dall'altro la consapevolezza di aver scelto di fare qualcosa che sta al confine tra la vita e la morte, con conseguenti notti in bianco a chiedersi ma io sono in grado?, a rivivere istanti tremendi che non vorresti mai aver visto coi tuoi occhi, a chiederti quanti anni ci vorranno prima di abituarsi davvero.
E poi qualcuno si siede di fianco a te e dice guardati, guarda chi sei davvero. 24 anni e fai la cosa che più ami al mondo e non riesci neanche a contare le persone che hai intorno e che ti adorano.
E sentirsi così stupidi, così presa da me stessa e da questi pensieri da non riuscire più a vedere davvero, chi sei e perchè lo fai.
E ci voleva qualcuno che mi scrollasse, che mi dicesse dove sei finita.
Notti in bianco a parlare, a ricominciare a parlare di se stessi e ricordarsi cosa si prova a essere cosi vicini alle persone da sentirtici un tuttuno.
Persone. Forse le persone sono la cosa che mi ha sempre salvato. La musica e le persone.
E così a un certo punto smetti di star chiuso dietro alle tue barricate e quando ti guardi intorno realizzi cosa davvero c'è. Perchè in una cosa ho sempre creduto, la forza del legame, quel tuttuno con l'altra persona che non c'è neanche bisogno di parlare.
E allora all'improvviso non sei più china su te stessa a farti risucchiare via dalla paura del futuro e ricominci a passare pomeriggi a parlare di te, pomeriggi a ridere come non ridevi da mesi e poi c'è quell'istante in cui ti fermi e dici forse io tutte queste persone non me le merito, per come sono stata ultimamente.
E ricominci ad assaporare ogni momento, come una volta, quella vitalità, quel volere sempre di più, quel voler vivere sempre al 100% ogni istante, quel porsi mille domande e quella costante lotta contro se stessi per essere sempre meglio, perchè ogni istante fosse da ricordare. E ritorni a fluire, a fluire in un tutt'uno col resto del mondo al punto che quando apri la porta di casa e ti dicono che hai da sorridere non sai nemmeno dire perchè, e ci sono di nuovo infiniti pomeriggi in quel posto che amo, amo con tutta me stessa che se dovessero chiedermi qual'è il posto che tira fuori chi sei davvero risponderei in Croce coi miei colleghi senza pensarci 2 volte. Perchè quella sono io, perchè quel posto mi ricorda ogni volta perchè ho scelto di fare il rianimatore, perchè come sto li dentro non sto in nessun posto.
E chiedersi come hai fatto per 4 mesi a essere cosi ripiegata su te stessa da non vederlo, tutto questo. Da non accorgerti di chi avevi intorno, di cosa in questi ultimi anni sei riuscita a creare. Perchè quando ho iniziato a scrivere qeusto blog c'erano i miei amici che erano la mia compagnia e questo cercare l'istante perfetto si riversava tutto su loro, ora ci sono altri mille legami così belli da togliere il fiato che a volte mi chiedo come ho fatto a imparare a abbassare le barriere e lasciarmi andare così tanto.
E il peso c'è, c'è quel peso che schiaccia a terra che prende tutte noi all'ultimo anno, quando sai che hai 3 mesi per finire gli esami, fare la tesi, sperare che ti prendano in specialità al primo colpo e non puoi piu fallire, e intanto pensi all'anno prossimo quando non ci sarà più nessun sono ancora studente quando sbagli a prendere la vena.
Ma è come se all'improvviso fosse tutto meno pesante, come se potessi spartire il peso con tutto quello che ho intorno, come se si fosse aperto il campo del possibile e ti accorgi che non stai più pensando cazzo non manca tanto a essere uno specializzando, stai guardando l'elisoccorso insieme ai tuoi colleghi d'ambulanza e pensi non c'è nessun posto al mondo in cui vorrei essere ora se non questo.
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sabato, 22 settembre 2007
Per chiunque si fosse chiesto che fine ho fatto.
Sono ancora viva, attualmente in fase sono la persona più felice del mondo, per una serie di circostanze che hanno trasformato uno dei periodi più neri che durava da un paio di mesi in un susseguirsi di sensazioni meravigliose per cui di botto tutto ha ricominciato a fluire in maniera quasi magica. Mi alzo con la sensazione che la vita è una cosa meravigliosa e mi addormento col sorriso, e non fluttuavo sulle nuvole in questa maniera da tempo, con l'aggiunta che questa sensazione di totale libertà - soddisfazione - appagamento mi fa essere ancora più fuori di com'ero prima, per così dire.
Non ho più scritto, e penso di non esserne nemmeno più in grado e si vede. Provabilmente ho smesso di scrivere perchè mi sono capita. E provabilmente ho smesso di scrivere qui perchè ho smesso di farmi domande inutili e ho iniziato a vivere e basta. Questo non mi esime da vaneggiamenti e filosofeggiamenti, questa sono io e non credo possa cambiare. Sono nata con la tendenza a chiedere e analizzare e scomporre la realtà e puntualmente non trovare risposte ma avvicinarsi un pelino di più, e provabilmente è proprio quello che in fondo mi salva sempre. Provabilmente è la parte migliore di me, in fondo.
E questo è quanto. Esisto ancora, sto bene, continuo a suddividermi in mille parti per star dietro a tutto e tutti, ma per una volta sono solo felice, e basta.
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venerdì, 05 gennaio 2007
Esisto ancora, sì. Non so bene come nemmeno io, ciclicamente è come se entrassi in una centrifuga e rimane solo la voglia di urlare fermate tutto, lasciatemi in un angolo a respirare.
E anche Capodanno se ne è andato, in metà di mille in una casetta al mare a mangiare-bere-fumare ininterrottamente per 2 giorni. Bello, come sempre. Seduta sul balcone a guardare il mare con quella sensazione di leggerezza chimica che pervade tutto, questa è l'immagine che mi rimane. E di fianco c'è l'immagine di noi 3 sdraiate sul letto a ricordare l'ultima volta che abbiamo dormito insieme, quando ancora non eravamo maggiorenni e tornavamo dalle serate alcoliche nei locali in quella Milano che ci sembrava immensa.
E insieme a Capodanno se ne sono andati gli unici 10 giorni di vacanza, con quella tazza di tè caldo a fissare le luci dell'albero in salotto e farsi domande di cui non voglio sapere la risposta.
Ricomincia tutto, di nuovo, eppure c'è sempre quella sensazione di leggerezza in fondo che mi fa sorridere a sproposito. Perchè per quanto sia sempre tutto difficile , c'è sempre qualcosa che mi attira, come se ci fosse uno stimolo costante a andare avanti, a voler vedere come va a finire il film.
E ci sono mille cose che mi sono franate addosso, i soliti tasselli del puzzle che sono andati fuori posto, e non basta sedersi in un angolo e chiedersi tu cosa vuoi davvero, perchè la risposta non c'è mai.
Una e centomila. Quello che sono non mi basta mai, quello che faccio non mi basta mai, non so dove stia di casa la stabilità e allora tutto si complica, ogni volta. Ogni cosa, ogni cosa è difficile, ora. Eppure io il bello ce lo vedo ancora, eppure quando dico la mia relazione sta andando a puttane e mi guardano con compassione e mi chiedono va tutto bene io sorrido, e dico va tutto bene, io sono così, quel che non uccide fortifica. Non sono capace di fermarmi a piangermi addosso. Funziono che spero che si risolva, sì, ma si va avanti, sempre.
E prego che sia sempre così, che ogni cosa sia convertita in rabbia e non tristezza, che anche il 2007 sia fatto di me che sto in piedi e anche nella merda voglio vedere come finisce il film. Perchè so che quando smetterò di farmi da traino cadrò e non mi rialzerò più.
Ma non voleva essere un post depressivo, no. C'è un sorriso che non mi abbandona mai, e fa strano addosso a me, e c'è una me cresciuta di mille anni che sta bene, che vede il mondo con lenti colorate, una volta tanto. E ci sono gli esami, il reparto, e troppi pensieri che mi intasano la mente, ma va ancora tutto bene. Va ancora tutto con quella sensazione di straordinario che mi fa abbozzare un sorriso anche nei momenti più banali, e c'è solo da rimboccarsi le maniche per l'ennesima volta e sistemare il puzzle, sperando solo che tutta quella voglia che ho ora non scompaia in una bolla di sapone.
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mercoledì, 13 dicembre 2006
"You're like Santa Claus... on prozac... in Disney Land"
L'aria fredda di mezzanotte all'uscita della sala prove pensando che mai nella mia vita tutto è stato così incrediilmente bello. Come se tutto fosse intriso di questo sapore dolciastro.
E oggi, oggi è stato splendido. Un minuto prima ero in psichiatria a ripensare che quel posto era il mio sogno, quando sono entrata a medicina. Un minuto dopo ero coi miei nuovi colleghi di reparto, che poi sono ragazzi come me e chiamarli così mi sa brutto, a fare foto idiote mentre addobbiamo la nostra stanzetta. E un minuto dopo ero seduta su una panchina al sole a fumare e pensare cazzo se ci sto bene, qui. E un minuto dopo eravamo tutti a pranzo, e un minuto dopo ancora ero sdraiata sul letto di una mia amica e parlare di noi, di come ci vanno le cose, e lei che mi dice non ti ho mai visto così e ti conosco dall'inizio del liceo, non ti ho mai visto così felice, non ti ho mai visto parlare così tanto, non ti ho mai visto entrare in una stanza in una nuvola di entusiasmo, tu che eri così fredda e introversa. Tu che un anno fa avevi mille dubbi e mille casini e non riuscivi a barcamenarti tra tutto e ora sei un'altra persona. Ed è vero, è vero che parlo ininterrottamente e sorrido sempre. E la verità è che vorrei portare un pò di tutto quello che sto vivendo io ora, io che ho un anno fa non sapevo chi ero e cosa volevo, io che ora mi sento come se ogni giorno mi svegliassi a Disneyland, a tutte le persone che ho intorno e che adoro. Come se potessi chiudere in una boccetta tutto questo e portarne un pochino anche a quelle persone che sono parte di me.
E poi stasera ero in sala prove, con loro due che definire persone importanti è fin troppo banale, a dire io col basso lo so sono una sega ma va bene lo stesso. E uscire nel freddo della notte, accendersi una sigaretta e avere quella sensazione che ecco, sì, questo è uno di quei momenti in cui vorresti abitare per sempre, noi 3 e la musica e basta.
E poi abbiamo raggiunto gli altri ed eravamo tutti insieme, noi, i soliti, a bere una birra al solito centro sociale, a saltellare al tempo di personal jesus e perdere a calcetto come al solito.
E vorrei poter raccontare tutto dell'ultima settimana.
Vorrei poter raccontare di quella Milano, la Milano di questo periodo che è così fredda ma così piena di luci. La Milano dei canti pacchiani degli Oh bej oh bej mentre camminiamo mano nella mano tra la gente, per poi correre sotto la pioggia senza ombrello come due ragazzini.
La Milano delle giornate in centro con una compagna a saltare il pomeriggio in università e fuggire per negozi. E immergersi in quell'atmosfera - sì, trash - ma che mi ricorda quando ero bambina e rimanevo col naso all'insù a fissare le decorazioni in piazza Duomo.
Vorrei poter raccontare quanto sia bello svegliarsi la mattina di fianco a lei , lei che mi divora la torta al cioccolato alle 3 del mattino in fame chimica, lei che mi dice non è possibile che in tutti questi anni io abbia mai dormito da te, lei che è così cristallina, lei che continua a urlarmi allora, la fai sta canna o no, lei che a tratti è ancora quella ragazzina che era una volta e a tratti è quella donna che è ora. Lei che è così diversa da me ma che mi fa stare così immensamente bene da dover ciclicamente scrivere qualcosa di lei sul blog perchè non riesco a farne a meno.
E la mattina dopo c'era lui, di fianco a me. Lui di cui ormai ho già detto tutto. Lui che apre gli occhi e come prima cosa cerca la mia mano. Lui che una parte di me detesta, con la sua imperturbabilità e la sua durezza, ma una parte ci spera sempre che prima o poi impari a lasciare andare sul serio.
Vorrei poter raccontare di quanto siano belli in questo periodo i pomeriggi in Croce, seduta sul divano con una tazza di tè caldo a piedi scalzi a rannicchiarmi per il freddo e parlare come una comare delle ultime cose.
Vorrei poter raccontare di noi 2 che facciamo l'albero,io che odio le cose romantiche ma che amo mettere canzoni idiote in sottofondo e cantare a squarciagola mentre facciamo la parodia della coppietta seria. Perchè qualcosa di vero c'è, c'è mentre mi dici invecchiamo e ti rispondo però siamo ancora qui, nonostante tutto.
E ci sono altre mille cose, nottate sotto la pioggia, pomeriggi fatti di parole davanti a un caffè coi biscotti, serate al solito pub e così via.
La verità è che sforno un post noioso dopo l'altro, la verità è che non ho molto da dire in questo periodo se non una fotografia di bei momenti che mi viene da scrivere perchè non si perdano nell'aria gelida di questi giorni. La verità è che dovrei smettere di scrivere ora. Perchè non sarà sempre tutto così, non sarà sempre tutto come se stessi su una nuvola.
E' che è tutto così diverso, ora, ed è così strano pensare a quello che è stato l'ultimo anno, al crescendo dell'ultimo periodo, a quanto davvero un anno fa fossi un'altra persona, a quanto duro sia stato rialzarsi mille volte e guardare avanti.
E prima o poi finirà questo periodo in cui mi sento completa come mai in vita mia, e tornerò a cadere e risalire come è sempre stato. Ma nel frattempo va così, va tutto bene. Va che il mio buonumore è insopportabile, se non altro me ne rendo conto.
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lunedì, 04 dicembre 2006
Edit. Sono entrati e non sapevo se ridere, piangere, urlare o crollare. Burn, you will burn. Come se la terra sotto i piedi tremasse e poi all'improvviso scomparisse. Pay, you must pay. Come un uragano che si porta via tutto. Now beg, you will beg. Come se all'improvviso tutto quello che avevo dentro uscisse e venisse lanciato in mille direzioni. Take a bow
Serenità di fondo e cappuccino della macchinetta. Questo è il riassunto.
Affrontare i propri scheletri e nottate al telefono per rimettere le cose al posto giusto. Scoprire pezzi in bilico di me che non sapevo esistessero e scoprirne altri che rendono tutto strepitoso. Trovarsi in un mondo nuovo e trovarcisi tremendamente bene e non aver più bisogno di tutto il resto. Stringere più a fondo e mettere in un angolo la parte fredda di me e gettarsi in giornate che iniziano presto e finiscono la sera con lui che mi stinge forte e non riesco a immaginare niente di meglio. Niente di meglio di questo che un anno fa non avrei mai immaginato, di questo che è quello che ho sempre sognato.
Giornate fatte di cappuccini troppo caldi al bar dell'università e di serate all'Atomic a ballare. Giornate troppo fredde e uggiose seduta coi piedi sul calorifero che scalda, a parlare e raccontarsi a chi ancora non ti conosce eppure già ci stai bene. Giornate in reparto a vacillare ogni tanto ma sapere che di fianco c'è chi può capire cosa provi a stare lì dentro anche se non sei dalla parte del paziente. Giornate a pranzo in Festa del Perdono con chi non vedi da troppo e serate a ballare musica orrenda in posti tamarri ma va bene lo stesso. Nottate a giocare a Monopoli e serate a rivedere chi non vedi da 10 anni e poi noi 2 a progettare la nostra nottata di follia perchè una migliore amica è per sempre, in fondo. Giornate sotto il piumone a parlare al telefono e poi rientrare lì dentro e sapere che pensavi di andartene ma non puoi perchè ormai quel posto è parte di te, perchè sei parte di qualcosa e allora si accorciano le ore di sonno ma la croce non si lascia. Giornate splendide, giornate di malessere fisico ma a pensare io non mollo, giornate a chiedersi come fare a non dimenticarsi nessuno per strada. Giornate a salire sulla bilancia e sono sette chili in meno e non posso fare altro che esultare e giornate che torno a casa alle 9 dall'università che vorrei solo crollare in qualche angolo e invece tempo mezzora e già si ricomincia, già c'è vita, ancora.
E poi ieri sera ritrovarci tutti a un tavolo a parlare di Capodanno e immaginarci in spiaggia a mezzanotte, tutti insieme. Tutti insieme perchè si cresce ma siamo più simili di quel che pensiamo. Perchè anche se ormai tutti abbiamo qualcosa di grande a cui badare, tutti abbiamo le nostre strade che sono diverse e che sono in compagnia di altre persone non voglio che finisca, mai. Perchè a me è sempre sembrato uno di quei gruppi di amici che vedi nei film, quelli che si buttano in acqua all'unisono e poi si guardano e ridono. Ecco, questa è l'immagine che ho di noi, e allora io il capodanno lo voglio così, che ci buttiamo in acqua a mezzanotte ubriachi e poi ci guardiamo e sorridiamo, perchè le compagnie così non finiscono mai e io a questo ci credo.
E la consapevolezza che sono cresciuta e che troppe cose ormai mi vanno strette, tanto che non riesco nemmeno più a scrivere sul blog perchè è tutto nuovo e quella parte di me che aveva paura, che si sentiva persa che c'era quando l'ho aperto è sepolta sotto una nuova persona che si è gettata nel mondo e vuole vivere tutto fino in fondo, gioia e dolore, senza scappare da nessuna parte.
E parlare con qualcuno che come me si è chiesto come si fa a mantenere la parte più folle in tutta questa stabilità è stata la cosa migliore che potesse succedermi, perchè da lui mai me lo sarei aspettato un discorso così e invece infondo siamo più simili di quanto credessi. Perchè ho sempre visto intorno a me gente che si mette sul binario e va dritta e io l'unica a farsi paranoie, e invece a quanto pare non è così. E allora la soluzione c'è, in fondo. E la vedo in lontananza, la vedo in mille attimi di vita e in mille progetti e in qualche angolino, dentro di me.
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mercoledì, 08 novembre 2006
E poi ci sono giornate come quella di ieri, in cui tutto si tinge di bello e mi sento un po’ a casa, in reparto, e mi diverto un sacco e tutto va bene e la sera torno a casa totalmente esaurita ma ho ancora la forza per cantare a squarciagola you're just to good to be true con lui e forse è la redbull e i troppi caffè, non sono io.
E poi ci sono giornate come oggi che torno a casa alle 9 di sera e non credo di potercela fare a reggere questi ritmi e dal nervoso comincio a lanciare oggetti in macchina perchè sono stanca, stanca come mai in vita mia e sì, sono felice, sì, è quello che voglio fare per il resto dei miei giorni, sì, ho imparato come funziona un ventilatore, ma non mangio da troppe ore, non mi siedo da troppe ore e la notte la devo passare a studiare e domattina alle 9 si ricomincia e vorrei solo dormire per giorni interi e recuperare tutto. Ho perso 2 chili da che sono lì e sarà sempre peggio ma cazzo, è terribilmente stimolante.
E poi ci sono momenti in cui mi sembra tutto talmente bello da non essere vero, e momenti in cui mi sento oppressa da tutto, e momenti in cui tutto l'entusiasmo che ho in questo periodo mi fa parlare come fossi folle e momenti in cui lo stesso entusiasmo mi porta a volere di piu, sempre di piu, e nemmeno io so se si può vivere così.Se si può portare avanti una vita fatta di tutti i giorni in reparto, lezioni che non riesco piu a frequentare, nottate a studiare, il basso, il gruppo che voglio assolutamente fare, la croce, Lui che ogni volta che lo vedo lo inondo di parole, i week end fatti di uscite a staccare da tutto, le nottate a bere e fumare e raccontarsi, le giornate a fare shopping e tutto il resto che non riesco neanche a elencare.
E poi ci sono momenti in cui amo, amo con tutta me stessa, amo quello che faccio, amo Lui, amo Loro che sdraiarmi sul divano in sala prove a sentirli dopo una giornata pesantissima è semplicemente meraviglioso, amo tutto quello che c'è intorno e non so se è l'effetto della troppa caffenia che ho in circolo in questo periodo unita alle troppe canne per bilanciare che mi fa sentire così, tutto così amplificato, tutto così intenso, tutto così profondo. Come se ogni sensazione fosse moltiplicata per mille e fossi piena di cose belle che non ho il tempo di metabolizzare che ce n'è già una nuova. E' strano, questo periodo, è strano perchè non ho il tempo di fermarmi a pensare, a contemplarmi da fuori, a capirmi, e allora tutto si sovrappone e sono solo io che sto vivendo, senza troppe domande.
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mercoledì, 01 novembre 2006
Ogni movimento rallentato. Come se fosse al ritmo di quella canzone malinconica che risuona nell'aria.
Dovrei essere ovunque ma non qui rannicchiata con una sigaretta e qualcosa di caldo da bere.
Vorrei snodare la quantità di pensieri che passano nell'aria intorno. L'alternarsi di malinconia e odio che si posano su tutto. La voglia di rannicchiarmi in un angolo e poi di buttare tutto all'aria. .
Non si può andare avanti dimenticando quello che si è stati. Non si può chiudere in un cassetto la voglia di qualcosa di straordinario. La ricerca del limite, di quello che sta al di là. Chiunque mi abbia conosciuto nell'ultimo anno neanche lo immagina, cos'ero prima. Prima di placarmi e acquistare una parvenza di stabilità.
Non sono capace di godermi le cose, mi dicono. Ora che è tutto perfetto sto più di merda di quando non lo era. Ed è vero, orribilmente vero. Ma io non posso pensare a un mondo in cui tutto è fermo e non c'è quella follia per cui non sai mai cosa sarà.
Emozioni amplificate, ogni passo lo sento in ogni molecola del mio corpo.
E poi sono lì, in quello che sarà il mio mondo, e allora tutta questa merda sparisce. Ci siamo solo io e il mio sogno, l'unica cosa stabile e immutata che non è mai stata investita dalla nuvola di delirio che mi porto dietro.
Vorrei mordermi la lingua per non dire cose che non voglio dire e per non mandare all'aria tutto. Per arginare la carica distruttiva che sono io, in realtà.Perchè io sono solo quello, in fondo. O forse non lo so più nemmeno io cosa sono.
Quello che sono ora è un cumulo di pensieri assurdi impiantati direttamente nel cervello e di incoerenza mascherata dal silenzio, quello dell'occhio del ciclone.
E la voglia che qualcuno mi guardi negli occhi e mi dica posso capire cosa intendi, con tutto questo.
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domenica, 29 ottobre 2006
Una delle serate più belle e io sono una persona di merda | dolore fisico trasposto, come se avessi ancora 17 anni qualcosa non va qualcosa in me e sudi mi vedo all'inverso come non mai non esiste non saper accettare che per una volta sia tutto perfetto | stabilità forzata | io non so accettare che tutto sia a posto | non so accettare che vada tutto bene che sia tutto fermo e immobile | e manca quel non so che sarà e quanto schifo posso fare quando mezzora dopo ci sono tutti tutti quelli che davvero contano che vorrei stringerli forte uno a uno e il regalo che non mi sarei mai aspettata perchè cazzo, ci hanno preso e non era il solito regalo ironico || e mezzora prima sto urlando da qualche parte dentro e a occhi chiusi afferro la prima cosa che possa fare male perchè il male che riesco a farmi da sola non lo posso accettare, non ora che non si muove una foglia | e poi non so più dove sono e c'è solo alcool e fumo e rido e non posso essere che felice che siamo un quadretto perfetto perchè loro col loro modo di farti sentire così importante loro sono tutto quello che si possa volere che sono quasi lusingata che siano venuti tutti | e non si può pensare mi affogherei stasera che è tutto così luccicante da abbagliare | perchè mi odio e odio a tal punto da non voler parlare mai più | perchè è la sensazione di avere tutto quello che vuoi e non saper vivere senza dover distruggere senza il fuoco che ero senza odiare e tornare a essere quella che dopo un pò manda a puttane tutto per il gusto di ricostruire | una vita passata a distruggere e ricominciare da capo | un anno fa avevo distrutto tutto e iniziavo a risalire | un anno fa non stavo così bene | un anno fa deliravo di più | c'è qualcosa dentro di me che è sbagliato e non ha limiti | e crogiolarsi nel vittimismo una volta tanto | e pensare adesso rado al suolo la stanza | e non sono in grado di essere felice | non sono in grado di vivere nella tranquillità | ho bisogno del delirio attorno a me | penso che ora il mondo sia assolutamente perfetto e io non so accettare la perfezione | penso che ho tutto quello che volevo e che mai nella mia vita sia stato tutto amiciamoreuniversità al posto giusto sul serio e io sono qui a cercare il modo di raggomitolarmi su me stessa | che quasi vorrei dire legatemi prima che io cominci a distruggere e far del male a me di nuovo | perchè io so esattamente come divento quando inizio a stare male | perchè io so che esisto in modalità normale e in modalità non toccarmi e vorrei non amare così tanto quella parte di me| perchè il problema è che io non so stare ferma | perchè voglio sempre di più | sempre di più | penso di non sapermi accontentare neanche dei miei sogni | penso che lui e la sua calma serafica e il suo non capire chi sono davvero mi faccia sentira ancora più stupida | penso di essere la persona peggiore sulla faccia della terra | perchè stasera era tutto bello, bello sul serio | quel bello che anche se a fine serata ero troppo fuori per coordinare le idee non te lo dimentichi | quel calore che è la sensazione migliore del mondo | e non posso accettare di essere così stupida da tornare a casa dopo una serata del genere e vomitare fuori un post così, no.
ma la violenza della stabilità è un modo di morire a metà
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venerdì, 27 ottobre 2006
Tanti auguri, a chi tanti amanti ha
Tanti auguri, in campagna ed in città
Non è un post autocelebrativo per farmi fare gli auguri, giuro.E sto continuando imperterrita a sorseggiare champagne per cui non so cosa potrei scrivere.Il fatto che mi stia auto-dedicando la Carrà è indicativo
Quando ho compiuto 15 anni ero rannicchiata nell'angolo della stanza da bagno e non volevo piu uscire di lì.Non ho mai avuto un buon rapporto col compiere gli anni. Odiavo essere al centro dell'attenzione, per quelle 24 ore. Ora odio sapere che si deve crescere tutti, per forza di cose. Si, ora un pò meno. Però mi fermerei qui, assolutamente. Ci ho messo 4 anni ad accettare di essere all'università, non so quanti ce ne vorranno quando dovrò accettare di essermi laureata e aver iniziato a lavorare. Se non mollo tutto prima e scappo a Cuba ad aprire un bar con la mia migliore amica, si intende.
27 ottobre. Ottobre e novembre sono 2 mesi messi lì, in mezzo. Per me fine ottobre è periodo per respirare. E' il periodo per stare sotto il piumone in pijiama a sorseggiare thè caldo e ascoltare woman in chain. E'prendersi il tempo per stare fermi, per godersi l'aria fredda del mattino e l'odore di nebbia quando esci di casa avvolto nella sciarpona.
23 anni e sono ancora un elefante in un negozio di cristalli, in fondo.Un pò più aggraziato, forse. Un pò meno spaventato. Ogni tanto mi chiedo cosa succederebbe se mi rannicchiassi qui in un angolo e smettessi di correre . Più cresco più il tempo libero diventa un'utopia, più ogni istante strappato per sdraiarmi a fissare il soffitto mi sembra una grazia concessa. Più cresco più tutti corrono, intorno. Se non altro da un mese a questa parte so di stare correndo da qualche parte. Si spera.
27 ottobre, scorpione. Penso che anche se non lo dico che sono scorpione me lo si legga in fronte. Non credo all'astrologia ma io sono una furia, come tutti gli scorpioni. Vendicativa, passionale. Uno scorpione sulla difesa, non sull'attacco. Se toccata scateno tempesta.
C'è un'immagine splendida che un mio conoscente anni fa usò per definire gli scorpioni. Quando uno scorpione si sente minacciato comincia a bruciare la terra che ha intorno fino a formare un cerchio da cui non può uscire, e brucia col suo fuoco. E' un'immagine che amo e che rappresenta esattamente quello che sono, io. Forse mi aveva capita sul serio,o forse tutti gli scorpioni sono così.
Compleanno vuol dire malinconia. Vuol dire quella ragazzina rannicchiata nell'angolo che vorrebbe non dover mai crescere e fare i conti con se stessa. Quest anno sono un pò meno malinconica. Quest anno ho solo voglia di fermare il tempo .Quest anno ho solo voglia di accoccolarmi sotto il piumone con una tazza di the caldo e far tacere tutte quelle domande su cosa sarà, se sto facendo le scelte giuste, se non sto dimenticando niente. Se non sto perdendo qualche pezzo di me per strada. Se si può divenire e continuare a essere. Se puoi conservare qualcosa di quello che eri in qualcosa che sarai. Se puoi conservare tutti i tuoi frammenti e metterli insieme e costruirci qualcosa che sta insieme. Qualcosa che non vada in pezzi alla prima folata di vento.
It's gonna take a lot to drag me away from you . Questa è un pò nostra.E a mezzanotte abbiamo stappato la bottiglia di champagne insieme ed è il quinto anno, che ci sei. E il regalo è splendido e no, non dovevi, mi bastava sapere che sei ancora qui a abbracciarmi forte e dirmi ti amo a mezzanotte in punto, come ogni anno.
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Forse se smetto di respirare
se ne va via da se
Cos'è? Cos'è? Cos'è?
Si riproduce vivo in me
Cos'è? Cos'è?
Conflitti interni che lasci a macerare
Perchè è la tua realtà che ti fa inumidire
Puoi non vedere,
Puoi rifiutare
Ma le serpi di oggi
sono i vostri bambini
Inocula il mio germe Afterhours,
Germe
amo
odore di pioggia |al gusto di pioggia || deliri alle 3 del mattino |Io sono fuori di testa? Si sono fuori di testa? Hai mica visto volare il mio teschio, Signore? Perchè ho perso la testa || solitudine|so low-so alone-dovrei fare l'eremita, sarebbe meglio per tutti|| bellezza|noi cerchiamo la bellezza, ovunque|| guardare il cielo| Per poterti sentire leggero come il cielo impassibile| leggero ed impassibile | leggero ed impassibile|
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