martedì, 30 maggio 2006

Cosa succede quando raggiungi il limite della possibilità di soppportazione del mondo?Ti chiudi a riccio o spacchi tutto? 

Sì, sono io il problema. Sì, non è il mondo che gira al contrario ma sono io che corro in senso inverso.

So-low, so alone, dovrei fare l'eremita.

Ho creato una rete di rapporti in cui io sono sempre la parte forte. Ammissione di colpa. Questo implica  fai finta di ascoltarmi per poi interrompermi a metà e spostare l'argomento su di te. Clichè imprescindibile con chiunque, oramai.

Non sopportazione, non tolleranza, non accondiscendenza.

Mi sono consumata nel tentativo di non mandare costantemente affanculo il mondo.E per consumata intendo ho esaurito la parte di non sono glaciale come sembro. Sì, sono glaciale. Sì, sono fuori posto. Sì, io sono il problema.

La verità è che sono cattivo.

La verità è che forse sono io che a furia di erigere barricate ci sono rimasta chiusa dentro.

 


 

Edit doveroso: devo tassativamente ringraziare Nicky per l'aperitivo di ieri e fare pubblica ammenda per il solito ritardo pauroso ... e contemporaneamente devo ringraziare quella donna fastidiosa che mi ha tormentato tutto il viaggio in macchina perchè ero in ritardo ma a cui voglio un gran bene ( se mi porta le chiccolose)  =)


SheSinAbedMood ha scritto alle 16:59 | Permalink | commenti (11)

sabato, 27 maggio 2006

E mi chiedo che cosa ci faccio qui. Mutare sempre tutto. Buoni propositi crollati da tempo. Ci vorrebbe ordine. Ordine. Sistemare i tasselli al loro posto. Come se ci fosse un puzzle sparpagliato sul pavimento. Ricomporre e dare forma. Auto-psicoanalisi fallimentare. Non sto bene e non sto male. Sto. Poi incontro gente che mi dice vado all'estero. Io ero quella che doveva andare all'estero a studiare. E invece sono ancora qui. Non so dire se sono immobile o troppo in mutazione. Non so se cambio come cambia il vento o se il mutamento è illusorio. Non so se ho bisogno di pace o di stravolgere qualcosa. Non so se devo gettare il puzzle dalla finestra o mettermi a sistemare i tasselli. Troppo vuota o troppo piena? Quando arrivi in fondo torni all'inizio. E io a che punto sono? Sono al punto di ieri o 200 passi più avanti? Ci vuole uno scossone o ci vuole una pausa?

Forse vorrei una tregua. Fermare il mondo un istante, sospeso nell'aria, sistemare tutto e rimettermi qui su questa sedia come niente fosse.

Volevo la totale autonomia. Volevo non dipendere da niente e da nessuno. Rivolevo il mio io-forte. Rivolevo me stessa. Me la sono ripresa. Ma qual'è il prezzo?Dove finisco io e inizia il non m'interessa?

Mania di catalogare e classificare tutto. Archiviare. Mettere al loro posto. Avere tempo per metabolizzare. Ma io so creare solo confusione. Confusione fuori e meticolosa classificazione dentro. Come quando la mia camera è in totale disordine ma le ciabatte sono sempre allineate.

Incapacità di gestirsi e muoversi in ambienti troppo spaziosi e affolati. 

Paura di prendermi responsabilità. Paura di prendere impegni a lungo termine. Paura di dire sì. Paura di rimanere intrappolata nel mio sì.

Ma fluttuo ancora. Confusa, ma fluttuo. Come quando hai voglia di accettare tutte le sfide.
Come quando sei lanciato in corsa e non vedi l'ora di vedere cosa c'è dopo.

 


 

Linus:sai una cosa?
Lucy:cosa?
Linus:le stelle cadenti non urlano.


SheSinAbedMood ha scritto alle 00:33 | Permalink | commenti (18)

martedì, 23 maggio 2006

Se mi rilasso, collasso
mi manca l'aria e l'allegria perciò...
Attenzione concentrazione ritmo e vitalità
Odio il pigiama e vedo rosso
se la terra mi chiama non posso
restare chiuso fra quattro mura
ho premura di vivere perciò...
Attenzione concentrazione ritmo e vitalità
Sto fermo un giro non passo dal via
piuttosto non gioco e vado via
fuori dal vaso fuori di testa
ho sempre un piede sul motore

Maggio è il mese che sta in mezzo. Sta tra la sessione di aprile che vuol dire delirio tra lezioni e reparti e studio e la sessione di giugno, che vuol dire tirata finale e poi vacanze.
A maggio non so stare ferma. Iperattività molesta. Perchè a ottobre, novembre, ti siedi un attimo e ti riposi. A maggio non puoi sederti. A maggio è tutto così vivo che non puoi perderlo. Che fuor di metafora vuol dire se sto in casa mi sento mancare l'aria. E soprattutto vuol dire se continuo a uscire tutte le sere e non studiare quel che dovei prima prima o poi la pagherò amaramente. E' che sono in fase chissenefrega. Stamttina a lezione c'era un enorme chissenefrega che troneggiava sopra la lavagna, e lo sguardo verso la finestra a pensare amo maggio.
Anche se poi faccio sempre le stesse cose. In fondo sono un'abitudinaria. Ci sono rituali collettivi che ci portiamo dietro di anno in anno. Feste, concerti, sagre. Ogni anno inizia a maggio e finisce a luglio il periodo facciamosemprelestessecosetuttiglinninonsenepuòpiu però sono quei paletti che danno certezza. Dire anche quest anno siamo tutti qui e siamo ancora noi e se mi sto lamentando vuol dire che va ancora tutto bene.

Maggio è il mese del ci penso dopo.Non ci riesco a preoccuparmi. Perchè maggio è come un mese sospeso lì in mezzo, maggio non esiste sul serio, maggio è fatto per stare seduti in macchina alle 4 del mattino a parlare al futuro come se il futuro fosse tra 2000 anni.

Forse sono come gli alberi. Vado per cicli.  Malinconia a settembre, intimità a dicembre, trascinarsi lungo marzo, esplosione in maggio, leggerezza d'agosto.

E ci pensavo stamattina, vado per sensazioni. Totalmente irrazionali. Del tipo sensazione buona - non me ne vado più da qui | sensazione cattiva - cerco una via di fuga. Senza una logica sotto. E' come qualcosa dentro che dice si, va bene oppure no, oggi non ci siamo. E nell'oggi non ci siamo è racchiuso il mi alzo e me ne vado nel giro di 2 minuti. Sarò mai una persona matura e responsabile che invece di fare la ragazzina e andarsene da impegni noisosi rimane fino alla fine? Inizierò mai a preoccuparmi seriamente del futuro, a omologarmi a quelle persone vestite di tutto punto che stamattina mi passavano davanti mentre ero seduta sul prato davanti alla Besana e mi guardavano scuotendo la testa?
Che poi è il problema della mia relazione, lui vive i 22 anni da persona matura, io li abito con la testa chissà dove. Capitolo che non voglio aprire perchè è maggio e a maggio non si pensa alle cose difficili.

Per ora rimango nella mia bolla di sapone. Anche se a volte mi prende la voglia di solitudine totale a contemplare me stessa da fuori. Ovvero prenderei la macchina anche ora e me ne andrei in un prato di montagna a stare un pò da sola, perchè è bella tutta questa frenesia e tutta questa gente che mi sta intorno ma io ho bisogno di prendermi le mie boccate d'aria dal mondo.

Che poi io scriva come un torrente in piena, che non si capisca più qual'era il senso iniziale del discorso sono dettagli. Me lo dicono che pure quando scrivo mail impegnative c'è da leggerle più volte. Che io stia bene o che io stia male riverso sempre tutto senza pause,senza stacchi, saltando di palo in frasca. Ma è  maggio, e a maggio sono troppo viva per contenermi. 


SheSinAbedMood ha scritto alle 16:06 | Permalink | commenti (15)

giovedì, 18 maggio 2006

Cent'anni (cien años) de soledad
troppe sconfitte, troppi nemici
Tienes que esperar
tienes tienes que esperar

Cent'anni (cien años) de soledad
el presidente, el cardinal
el fundo monetario internacionàl



Dopo anni in cui tutti mi consigliavano di leggerlo, di superare le prime pagine, di non fermarmi dopo l’inizio, di non farmi impressionare dalla continua ripetizione dei soliti nomi, ho preso coraggio e sono entrata in casa Buendia. E mi sono trovata a leggere la notte sotto le coperte, in tram, a lezione nascondendo il libro sotto il banco, a portare con me il libro nello zaino anche di sera, per non separarmi mai da Macondo, per gettare un occhio nello zaino e vedere che era lì che mi aspettava. Mi sono trovata a frenare nella lettura, a fare in modo di non finirlo in pochi giorni come è mia pessima abitudine, a coltivare l’attesa, a lasciare aperta quella porta di quella casa il più a lungo possibile, a entrare in un mondo parallelo e fare di tutto per rimanerci. E poi una settimana fa ho chiuso l'ultima pagina e non riesco più a leggere niente, per non rovinare il sapore che mi ha lasciato.


"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio"


L’ho amato come raramente amo un libro, sono riuscita a immaginarmi alla perfezione la fucilazione di Arcadio, il panciotto di broccato e la grossa giacca di panno scuro di Pietro Crespi , Jose Arcadio Buendia legato al tronco del castagno, il sudario di Amaranta, le bambole di Remedios, i pesciolini d’oro di Aureliano, Remedios la bella che sale in cielo, le strade di Macondo piene di vita all'arrivo di Melquiades e poi le strade deserte spazzate dal vento. Come se fossero tutti di fronte a me in una grande danza generazionale.

"Questo lo so ormai a memoria" gridava Ursula."E'come se il tempo continuasse a girarci in giro e fossimo tornati al principio"

Ursula che si dispera perchè i fatti continuano ad accadere sempre uguali, di padre in figlio, di generazione in generazione. Un tempo cristallizzato nel continuo ripetersi. Un tempo in cui ognuno è solo con se stesso. E fa e disfa in continuazione, come una tela di Penelope infinita. Come Amaranta e il suo sudario. Come Aureliano e i suoi pesciolini d'oro.

"Vedendolo montare saliscendi e smontare orologi, Fernanda si chiese se non stesse incappando anche lui nel vizio di fare per disfare, come il colonnello Aureliano Buendia coi pesciolini d'oro, Amaranta con i bottoni e il sudario, Jose Arcadio Secondo con le pergamene e Ursula coi ricordi"


E quando infine l'ultimo Buendia riesce a decigrare le pergamene è ormai troppo tardi per uscire da quella solitudine. Quando arrivi a capire è sempre troppo tardi. Quando infine arrivi a comprendereche avresti potuto uscire dal tuo piccolo mondo il vento porta via tutto.

"e quando Aureliano saltò undici pagine per non perder tempo con fatti fin troppo noti, e cominciò a decifrare l'istante che stava vivendo, e lo decifrava mano mano che lo viveva, profetizzando se stesso nell'atto di decifrare l'ultima pagina delle pergamene, come se si stesse vedendo in uno specchio parlante. Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva compreso che non sarebbe mai pià uscito da quella stanza. "


Inutile che mi lanci in analisi stilistiche e tematiche di un libro che ha fatto vincere un Nobel a Marquez mica per niente.La guerra civile, l'arrivo della compagnia bananiera, il treno coi 3000 morti gettato in mare che per il paese esiste solo nella mente di Jose Arcadio Secondo, le 3 rivoluzionei di Aureliano parlano chiaro. |hai preso parte a trentadue rivoluzioni e trentadue rivoluzioni le hai perdute | Ogni pagina che sfoglio è una canzone dei Modena che mi risuona nella mente.

 


 


Cent'anni di solitudine.
Io alla parola solitudine riferita a me stessa ho sempre dato un'accezione positiva. La mia solitudine, quella che intendo io, è un'altra solitudine
. E' la solitudine di quando sei da solo nella notte e ti rannicchi nella stanza vuota e fuori c'è solo silenzio. La solitudine di quando ti metti le cuffie e ti isoli dal mondo. La solitudine di quando sei solo con te stesso e riesci a dirti la verità dopo mesi di cazzate a autoconconvincersi di cose che non sono. La solitudine della riflessione. La solitudine delle decisioni importanti. La solitudine di una sigaretta fumata con calma sul balcone della casa al lago. La solitudine dei 15 anni in una spiaggia in Australia a scrivere fito fitto sul tuo diario. La solitudine di un attico a Parigi mentre lui è uscito e pensi che lui è tuo e ci sono altre mille cose che potete fare, insieme. La solitudine della foresta amazzonica in Brasile dove non ci sono luci e le stelle le vedi tutte dalla prima all'ultima. La solitudine di una stanza a Berlino mentre lui dorme e tu guardi dalla finestra e non ci credi che sei lì. La solitudine di un giorno in spiaggia con gli amici e mentre tutti sono più in là che urlano e scherzano guardi il mare e non ci credi che va tutto così perfettamente bene.

La solitudine di quando riesci a chiudere il mondo fuori e goderti quel che sei diventato.


SheSinAbedMood ha scritto alle 15:01 | Permalink | commenti (14)

sabato, 13 maggio 2006

Ho letto questa vignetta e non sono riuscita a non pensare che questa sono io. Quello che ho fatto in tutti questi anni con chiunque. Creare e poi distruggere. Distruggere tutto per poi ripartire. Distruggere tutto per poi passare giorni a cercare di ricucire. Dire vaffanculo apertamente o lasciarlo intendere e poi metterci settimane a rimediare. Allontanarmi il più possibile per poi ritrovarmi a chiedermi perchè e ogni volta riavvicinarmi piano piano.
E non è facile. Eppure continuo imperterrita da che ho memoria di me stessa a farlo. Ci sono sempre, se hai bosogno un aiuto non lo nego mai, ma mi chiudo a riccio. Lentamente. Inesorabilmente. Chi mi conosce bene sul serio lo sa che sono così. E allora non fa domande. Semplicemente, aspetta. Aspetta che io torni. E Poi mi prende e mi fa roteare in aria e mi dice io dal cerchio non esco ed è stata una delle cose più belle in quanto ad amicizia degli ultimi mesi. Perchè se fai cosi vuol dire che mi hai capito sul serio, che non mi allontano perchè non ci tengo abbastanza, ma perchè è il mio naturale processo. Poi sono sempre tornata. E ciclicamente mi riallontano. E io mi sarei già ampiamente mandata affanculo. Perchè è una vita che lo faccio e prima o poi qualcuno si stancherà delle mie improvvise chiusure, dell'impeto di distruggere che è assolutamente più forte di me. Mi serviva per capirmi un tempo. Riuscivo a chiudere ogni rapporto con più o meno il 90% delle persone che avevo intorno e rimanere un paio di giorni a contemplarmi. Poi mi accorgevo di quel che stavo facendo e tornavo. Ora forse sono meno drastica. Ora mi fermo prima del vaffanculo verbale. Ma la tendenza c'è sempre. Anche se non ho più 16 anni e mi rendo conto delle conseguenze in tempo per evitare danni irreparabili. Non ne vado fiera, per niente.  Eppure creo e distruggo di continuo. Non solo in amicizia. In amore ancora peggio. E spesso l'impeto di distuzione travolge tutto prima che me ne renda conto. Quando dico che sono solo tempesta. E' la mia natura. Scatenare cicloni. Eppure mi amo lo stesso. Eppure non sarei io se non lo facessi.

 


 

Seconda parte del post. Staccata perchè a volte non sono solo tempesta. A volte c'è solo bellezza intorno.E’ difficile esprimere a parole una sensazione pura.Lui.Noi.Il cocktail che mi prepara tutte le volte che stiamo a casa noi 2 soli, tutte le volte che chiudiamo il mondo fuori e ci perdiamo in quel noi. Quel mondo che si ferma quando stiamo stretti stretti e sai che anche se ormai il mondo è solo confusione, anche se non capisci più qual è la tua strada, lui è sempre lì. mentre ti rubo energia |poi tu ti rubi la mia .
Non si è mosso in 5 anni, non si è mosso in un rapporto che hai reso turbolento perché solo così sai essere, non è mai mancato ogni volta che stavi male e avevi bisogno che ti guardasse con quegli occhi profondi che non c’è bisogno che dica niente. Quegli occhi che voglion dire anche quando il tuo mondo ti crollerà addosso, anche se dovessi trovarti sola in una strada buia io sono qui.

E in quel momento in cui tutto sembra essersi fermato, quando sei cosi vicino a lui da esserti persa in lui, quando è come se lo sentissi nell’aria tutto quello che c’è, vorresti prendere tutte quelle vibrazioni e chiuderle in una boccetta. Da tenere sul comodino e aprirla quando ti senti crollare.

 


SheSinAbedMood ha scritto alle 05:02 | Permalink | commenti (13)

venerdì, 12 maggio 2006

Descrizione di un incubo. Sarà che avevo un po’ di febbre ieri sera. O sarà che negli ultimi giorni ho pensato troppo.

Ho sognato, in sequenza:
-che il mio ragazzo aveva un’altra, oltre a me, e tranquillamente facevano sesso e di tutto e di più di fronte ai miei occhi.Non contento, faceva pure paragoni con me. Dicendo che con lei faceva piu sesso che con me ._.
-che me ne andavo su uno scoglio in riva al mare e qualcuno veniva ucciso da uno squalo, ricordo solo il sangue
-che andavo in viaggio in Germania ma non riuscivo a visitare la città, e avevo quell’orrenda sensazione di non essere riuscita a combinare niente
-che la mia migliore amica e il suo ragazzo venivano a dormire da me, e io mi rinchiudevo nella mia stanza e loro mi detestavano. E poi scrivevo un post sul blog in cui scrivevo che ero incazzata con loro e non riuscivo a cancellarlo prima che lei lo leggesse. E il suo ragazzo diceva che mi odiava. E tutti dietro a dire si, anch’io.
-che ero in uni e tutti si prendevano gioco di me, incontravo 2 ragazze mai viste che mi dicevano che ero originale e continuavano a ridere
-che era capodanno, tutti se ne andavano, erano le 5 del mattino e io andavo alla festa a cui avrebbero dovuto esserci i miei amici, l’unica cosa che ancora non avevo perso, e non si presentavano.E li chiamavo e non riuscivo a sapere dove erano.Nel frattempo alla festa c’erano 4 persone di numero e io non ne conoscevo nemmeno una.
-che incontravo il mio dottore che mi diceva che avevo qualche problema psicologico ma scriveva e scriveva su un foglio e non mi faceva leggere cosa scriveva
-il sogno finiva con me che la notte di Capodanno giro da sola, sentendomi inadeguata e cercando qualcuno con cui parlare, mentre il senso di solitudine e inadeguatezza si fa sempre piu forte.

C’è solo da capire se è la mia anima che in questi giorni si sente sola e sta cercando di mandarmi un messaggio o se è la febbre che mi ha fatto delirare. O se la realtà è che inconsciamente ho il terrore che tutto mi crolli addosso. Anche se data l'assurdità della concatenazione di eventi propendo più per l'ipotesi del delirio da febbre ._.


SheSinAbedMood ha scritto alle 15:20 | Permalink | commenti (6)

lunedì, 08 maggio 2006

Frasi e pensieri sconnessi. E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora. Partire e non tornare. Fai un bilancio di quel che perderesti. Tu che non sei in grado di volare da sola. Tu che bene o male ti allontani ma l'ancora rimane sempre in porto. Tu che senza il tuo piccolo mondo non saresti in grado di essere quel che sei. La voglia di ricominciare da capo, ogni giorno. E più ti allontani, più come una molla ritorni indietro| Un otro mundo es posible | Sto bene qui. Eppure è nella mia indole pensare a come sarebbe.Se adesso partissi e non tornassi più.Ma anche solo se adesso mi levassi tutti i preconcetti, tutti i paletti e provassi a vivere e basta. Ho paura di perdere il senso di unione. Come quando sei in un altro posto, quando ti senti lontana dal tuo mondo e mandi messaggi inutili ai tuoi amici. Solo perchè il sentirli ti ricorda a cosa appartieni. Radici troppo piantate. Solo perchè sei te stesso solo con chi ha imparato a capire. Perchè col resto del mondo hai eretto una barriera.

Sensazione del periodo:sembra tutto come un enorme pallone, di quei palloni su cui ti siedi e ci salti sopra. Non funziona il paragone. Ma mi piaceva l'immagine. Mi ricorda quando giocavamo nel prato ed eravamo bambini. Diciamo che il sembra nebbia. Nebbia buona. Un intricarsi di cosepersonesituazioni e sei solo e in mezzo a mille. Stai bene eppure manca sempre qualcosa. Pensi a quello che è ora la tua vita e ti rendi conto che più stai bene più c'è qualcosa dentro di te che si sente lontano. I miss the confort in being sad. Che ha troneggiato sulle pareti della mia stanza per anni. Forse io non cresco. Forse io ho ancora bisogno del mio piccolo mondo e quando gli altri si fidanzano, crescono, se ne vanno io perdo la sensazione del tutto che è un pò come quel porto sicuro in cui alla fine torni sempre.

Paradossalmente posso spaccare il mondo ma solo se ho di fianco qualcuno da guardare negli occhi mentre lo faccio.

Paradossalmente sono cresciuta facendo forza su me stessa, non chiedo mai aiuto, non ho bisogno di spalle su cui piangere, sono abituata a non avere fiducia in nessuno eppure ho legami forti con tutto quello che è intorno a me e la totale incapacità di immaginarmi in un altro luogo senza le persone che amo, che hanno fatto di me quello che sono.

Paradossalmente sono libera. E al contempo incapace di immaginarmi in un contesto diverso. E irriducibilmente legata al mio mondo. Del tipo, terrore dell'Erasmus. Che sì, detto da me fa ridere. Perchè nessuno si aspetta che possa farmi paura lasciare la mia casa. Eppure non ho neanche fatto richiesta perchè è tutto così piccolo e perfetto qui che vaffanculo i miei cazzo di principi di senzalegamimaiepoimai e voglio stare qui a coltivarmi la mia piccola Macondo [Si, sto leggendo Cent'anni di solitudine].

Paradossalmente a un certo punto subentra la rabbia e torna la libertà pura, che non hai bisogno di nessuno perchè quello sei sempre stata.

Paradossalmente sono talmente incoerente che non sono in grado di fare un discorso lineare. Post inutile, non ho dubbi.

[Se qualcuno se lo stesse chiedendo, il pallone era effettivamente messo lì a caso.E comincio a dubitare sulla mia sanità mentale, dal momento che ultimamente continuano a venirmi in mente immagini e paragoni che non hanno niente a che fare con la realtà e parole messe a caso in mezzo al discorso. ]

SheSinAbedMood ha scritto alle 01:52 | Permalink | commenti (7)

giovedì, 04 maggio 2006

Senza parole inutile qualsiasi frase ormai sto per volare

Ripetizione. Sto talmente bene che mi ci aggrappo perchè sia sempre così. Oremesigiorni sempre così. Con questa pelle che sembra nuova, questo sorriso che non se ne va mai, questa voglia che è fuoco.  Oggi le mie mani sembrano d'avorio | è l'inizio di una nuova era. Quando ti alzi e scalerestileverest e torni a casa e c'è musicaovunque  di quelle musiche allegre che vanno in loop nella mente all'infinito.Perchè faccio ciò che voglio | e mi fa sentire meglio.Perchè ogni tanto capitano i periodi in cui torni a casa dall'università e improvvisi un ballo con lui sulle note di Ciuri Ciuri. I periodi in cui non dici mai di no. I periodi in cui non butteresti la sveglia fuori dalla finestra quando suona.I periodi in cui fai mille cose e parli con mille persone e non ti ci raccapezzi più. I periodi in cui ti ritrovi sveglia alle 3 di notte con le cuffie nelle orecchie e non riesci a non muovere la testa a tempo. I periodi così in cui tutto intorno è confuso e bello e niente è immobile, niente è nitido ma tutto ti scorre dentro e si mischia e ti senti come se guardando intorno tutto fosse frenesia.

E fa paura. Fa paura quando ti muovi in continuazione. Fa paura quando non riesci a stare fermo. Quando diventi implacabile e sei ora in un posto ora in un altro. Perchè in fondo stare fermi è una garanzia. Ma io non sopporto stare immobile . Non sopporto la staticità. Non sopporto stare ferma a guardare mentre il resto scorre. Non sopporto la razionalità. Ho bisogno di correre il rischio di essere viva.Veronika decide di morire. Che letto a 16 anni faceva il suo bell'effetto. Poi cresci e la smetti di parlare per frasi fatte e credere a tutto quello che suona bene. Ma a questa ancora ci credo.

e ho perso l'inizio
ma ho un senso in più
.

E l'era glaciale 2 m'ha fatto morire, voglio assolutamente la popolazione dei bradipini che ballano da tenere in camera sul comodino.


SheSinAbedMood ha scritto alle 01:40 | Permalink | commenti (8)

lunedì, 01 maggio 2006

Guardi il mare e non pensi. Per una volta, non pensi. E sei in cima al mondo.

Sabato sera Roy Paci & Aretuska. Malarazza. Il mio nuovo inno personale. Anche se di siciliano non ne so niente. Salti e balli e stai li in mezzo e fanculo il resto. E quando arrivi davanti salti sempre più in alto. E sei sempre più libera. E sei sempre più persa nella musica. But at the time it felt so right the music blaring on, now the desperation's gone.

E oggi..oggi vi adoro perchè mi avete ridato il mare. Anche se l'acqua era di ghiaccio e si intona con me. E ho passato una giornata a stare da dio in ogni istante, mentre stai in macchina e quelli sul sedile dietro fanno casino e la musica è troppo forte e non capisci più niente, mentre stai sul muretto a mangiare e ti arriva in faccia così forte l'aria di mare che non senti altro, mentre giocano a pallone in mezzo alla via e tutti pure quelli che passano ridono, mentre entri in acqua e perdi l'equilibrio e ti bagni i pantaloni e fai troppo casino e la gente ti guarda male, mentre sei con lui sulla panchina sdraiata sulle sue gambe a guardare i pini di mare che hai sempre adorato e non hai mai saputo come si chiamavano, mentre sali e continui a rovinare tutto e lo scherzo non funziona perchè ti viene da ridere prima che finisca la frase, mentre stiamo tutti sdraiati lì per terra e non ti accorgi che il tempo passa e non te ne andresti mai, vorresti fermare il tempo in quel preciso istante con quelle persone a questa età e non vivere altro se non quel momento.

Oggi era quasi la perfezione. Oggi non m'importa. Oggi ero lì e c'ero solo io e il resto non c'è più.Senza parole inutile qualsiasi frase ormai sto per volare E finalmente sai quel che vuoi. Sei di nuovo solo delirio e tempesta.





SheSinAbedMood ha scritto alle 01:19 | Permalink | commenti (6)

Forse se smetto di respirare
se ne va via da se
Cos'è? Cos'è? Cos'è?
Si riproduce vivo in me
Cos'è? Cos'è?

Conflitti interni che lasci a macerare
Perchè è la tua realtà che ti fa inumidire
Puoi non vedere,
Puoi rifiutare
Ma le serpi di oggi
sono i vostri bambini

Inocula il mio germe 
           Afterhours, Germe
 

amo
odore di pioggia |al gusto di pioggia ||deliri alle 3 del mattino |Io sono fuori di testa? Si sono fuori di testa? Hai mica visto volare il mio teschio, Signore? Perchè ho perso la testa ||solitudine|so low-so alone-dovrei fare l'eremita, sarebbe meglio per tutti||bellezza|noi cerchiamo la bellezza, ovunque||guardare il cielo| Per poterti sentire leggero come il cielo impassibile| leggero ed impassibile | leggero ed impassibile|

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