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giovedì, 29 giugno 2006
Questo è un post brutto con cui inaugurare il nuovo template. Brutto perchè non andrebbe neanche fatto, perchè finisco a parlare sempre delle stesse cose, perchè sono noiosamente ripetitiva. Ma oggi qualcosa dentro ha fatto crack per la seconda volta in pochi mesi. Perchè la prima persona che ti dice parto, non so se torno, ancora è sostenibile. Ma la seconda pesa. Pesa in maniera tremenda perchè è stata seduta di fianco a me per anni e immaginare chissà se ci rivedremo ancora è orrendo. Perchè poi ti perdi e non sai quando ti ritrovi.
E pesa perchè ha aperto il varco della crisi esistenziale che già mi frullava in testa. Perchè stare seduta in mezzo a persone che ti parlano dei loro progetti lontano da qui fa sentire inadeguata. E' proprio l'immagine tutti se ne vanno e io resto qui. E l'anno prossimo ci sarò io e loro non ci saranno. Perchè a febbraio io ero all'apice ed era tutto talmente perfetto da essere quasi irreale. Poi nel giro di pochi mesi è cambiato tutto. E dentro di me lo so che ci ho messo anni ad arrivare fino lì e io lo volevo così, almeno per un pò ancora. Non dico per sempre ma almeno ancora un paio di anni. E invece non lo so, è come passato un tornado che ha sconquassato tutto. Un tornado forse no, perchè di base le cose sono ancora le stesse. Perchè loro ci sono ancora, perchè lui è ancora qui con me, perchè le cose veramente importanti sono ancora al loro posto. Sono piccoli smottamenti che su un carattere come il mio portato al continuo mettere in discussione tutto fanno pensare.
Il punto è che vedere la gente che se ne va, che mi dice forse non torno mi mette davanti al fatto che ho 22 anni e non più 16 e forse è il caso che mi faccia qualche domanda sul serio. Che mi chieda chi voglio davvero essere, cosa veramente è importante, dove voglio essere io l'anno prossimo. Che a febbraio ero ancora una ragazzina attaccata alle sue cose e ora mi trovo di fronte a me stessa e non posso passare la mia vita a pensare a tenermi stretta il mio mondo lottando perché niente cambi. Perché in realtà è cambiato. Non in peggio, solo diverso. E intanto io rimango qui a cercare di capirci qualcosa, a domandarmi ma io chi sono realmente, a pensare che i soliti clichè alla lunga sono inadeguati. E cercare di fuggire da me stessa non è il modo migliore per trovare delle risposte.
Non lo so, è un post noiosissimo e io sono tremendamente confusa. Perché finalmente sono abbastanza stabile da potermi permettere di guardare al futuro con gli occhi della persona che sono senza rifugiarmi nella ragazzina che c’è dentro me. E questo mi fa paura. Perchè è più comodo andare avanti dicendo bene, ho trovato l'università giusta, ho trovato l'uomo giusto, ho trovato gli amici giusti, adesso sediamoci qui e lasciamo che le cose vadano da sole. Io a vivere così non ce la faccio, e se dovessi mai cominciare a farlo preferirei essere abbattuta che vivere nella filosofia dell'accontentiamoci che poi il resto viene da solo. Ho bisogno di pensare che la vita è qualcosa di più di questo e allora lascio che queste cose mi tocchino sul serio e mi facciano pensare a mille mondi paralleli in cui potrei essere. Perchè ora so che sono abbastanza forte da affrontare il mondo senza paura di crollare. Perchè ora sono una persona diversa da quella che ero qualche mese fa e ho un pò meno paura del futuro e di quel che sarà. Perchè forse sul serio non tremo più.
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domenica, 25 giugno 2006
E poi ad un certo punto ero lì, sotto la pioggia, che camminavo verso il palco, con il vento che è uno di quei venti che porta via tutto, e il cantante ha urlato mentre la chitarra sembrava demolire l'aria intorno, e non so cosa si è mosso dentro. Quel qualcosa che ti si smuove quando dici "io appartengo,io sono". Quando è come se non ti perdi e poi ti ritrovi all'improvviso. E rientri nella tua dimensione, varchi la soglia per il tuo mondo. Tutto può sfasciarsi in quel momento, tutto può smettere di esistere ma tu sei. Non era nemmeno un gruppo famoso, sotto il palco c'eravamo praticamente solo io e lui, ma è passato un lampo di infinita consapevolezza in quell'istante. Forse per il vento che quando soffia così fa venire voglia di urlare sono viva. Fate scomparire pure il mondo ma io esisto ed esisto sul serio.
Alle 11 30 è iniziato il concerto della Banda Bassotti e per la prima volta nella mia vita ero in prima fila appoggiata alla transenna senza spingere e senza lottare per guadagnare posizioni. Sotto una pioggia che pian piano è aumentata al punto tale che tra un concerto e l'altro eravamo gli unici due seduti su un tavolo a contemplare la mia birra che sotto l'acqua torrenziale si allungava a vista d'occhio. Gli unici due a non scappare da nessuna parte per ripararsi.Sentendomi terribilmente osservata e penso giudicata poco sana di mente da quelli che erano lì ma io non resisto quando piove cosi. Catarsi. Acqua che ti scivola addosso e scivola via anche tutto il resto.
Il concerto è stato bello e non me l'aspettavo. Anche se dovrei smettere di uscire e studiare sul serio. Ho preso 30 con pure la lode all'esame che ho dato ieri ma questo non ha attutito i miei sensi di colpa. Ma stasera ero contenta di essere lì, solo io e lui. Musica che non richiede un gran impegno mentale ma fatta bene e fatta per far divertire e su qualcosa c'era anche da rifletterci su. E mentre verso la fine del concerto ci siamo seduti lontano dal palco,su una panchina bagnata, e guardavo tutti quelli che saltavano e pogavano e ballavano sotto il palco mi sono girata e gli ho detto quella ero io.Quella che andava a 8 ore di deconstruction per devastarsi completamente e trascinarsi a casa piena di lividi, piena di alcool e piena di quell'emozione che hai quando vedi per la prima volta i NOFX e sei ancora una ragazzina che di musica capisce poco ma tra le borchie e le gomitate lì in mezzo sei a casa tua. E lui mi ha detto lo so. In quel momento ho ringraziato non so nemmeno chi per essere ancora quella, per non essermi persa per strada. Perchè quando mi perdo ci pensa il vento a riportarmi me stessa. Cresciuta, fortunatamente, con mille altri pensieri e interessi ma sempre io.
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giovedì, 22 giugno 2006
E oggi sono 5 anni.5 anni di io e te.
5 anni fa erano le nove di sera ed eravamo in quella vietta con il concerto in sottofondo e io non ci credevo, che finalmente eri mio. Dopo quasi un anno di amicizia che era amicizia solo per te, perchè io non riuscivo a dirtelo ma ti guardavo con occhi sognanti ogni volta che mi guardavi, mi parlavi, mi abbracciavi. Per la prima volta in quasi 18 anni ero disposta a rinunciare alla libertà, a quella libertà che mi portava a non legarmi mai e per nessun motivo e a voltarmi non appena avevo ottenuto quello che volevo.Perchè io ero così e in questo eravamo uguali, nel non credere in niente se non in noi stessi, nel comportarci sempre come se non ci importassero i sentimenti, nel collezionare storie e avventure una dopo l'altra senza voltarsi mai indietro. E poi ci siamo trovati, io e te da soli, quella sera, e non c'è stato biosogno di parole.
Chiudo gli occhi e ho quasi 18 anni e sono nella casa al lago ed è tutto perfetto. Una sera di inizio agosto, io e te per la prima volta in vacanza insieme dopo neanche 2 mesi intensissimi di fidanzamento, e abbiamo bevuto veramente troppo e tu sei seduto sulla sedia in cucina e io riversa per terra a pensare che ci faccio io in una relazione seria, che ci faccio io dopo anni di totale libertà in tutti i sensi a prendermi un impegno del genere. E poi la risposta viene da sola l'ultima sera, sul balcone, a guardare le stelle, e sento ancora sulla pelle quelle lacrime silenziose, quelle lacrime che per la prima volta in vita mia hanno un sapore diverso. Perchè vogliono dire non voglio tornare a casa e partire per il resto delle vacanze senza te, non voglio che usciamo da questo piccolo pardiso. Che è cosi bello perchè è il nostro paradiso.
Ed è come se rivivessi io e te quei primi mesi in cui eravamo ancora da scartare, in cui c'erano mille cose da dirci e da raccontarci, mille lacune su quel che era la mia vita prima che tu arrivassi. Come se sentissi il sapore di quei biscotti che mi portavi a letto la mattina,quando ti sedevi di fianco a me che dormivo, poggiavi il vassoio per terra e mi accarezzavi i capelli aspettandoche mi svegliassi. Quei primi mesi fatti di serate sui Navigli, di giornate in motorino, di te che mi venivi a prendere a scuola e io mi sentivo come se tutto quello che avevo sempre desiderato fosse divenato all'improvviso reale. .Come se tutto questo fosse troppo per me, come se non bastassero le parole per ringraziare.
Chiudo gli occhi e siamo a Parigi, a Berlino, al mare, in Spagna, in mille posti. Perchè di cose insieme in 5 anni ne abbiamo fatte tante. E il momento più bello è forse in Spagna a aspettare l'alba, a fare l'unica foto romantica che abbiamo perchè sai che mi irritano queste cose, a stare bene come il primo giorno nonostante fosse passato già più di un anno. A pensare al futuro, alla fine delle superiori e al primo anno di università che ci attendeva. E quell'estate io ero la persona più felice del mondo, avevo passato la maturità col massimo, preso la patente, mi aspettava l'inizio dell'università che era un pò coronare il mio sogno di fare il medico. E mi aspettavano delle vacanze splendide, al mare con te, al mare con le amici, a Parigi con un'amica. E dire felice non basta a descrivere quello che ero quando andavo a ballare e poi tornavo e venivo a dormire da te. Quano vivevamo insieme in casa tua perchè i tuoi erano partiti e per una settimana abbiamo giocavato a fare la coppia che convive. Quel periodo è il periodo. Il periodo in cui avevamo raggiunto la perfezione.
E poi mesi dopo io sono crolalta e tu mi hai letteralmente rialzato. Perchè sei l'unico che ha capito sul serio e ha aspettato, non si è spaventato, è rimasto lì a vedermi crollare e schiantami a terra con tutto il dolore che fa e mi hai osservato ricostruirmi a poco a poco e rialzarmi e tornare a essere ancora più forte di prima, ancora più determinata, a tornare ancora a stare bene. E lo devo anche a te, e a tutte le notti che hai passato ad aspettare che chiudessi gli occhi prima di andartene, a tutte le mattine in cui appena ero sveglia tu eri già lì. E non mi hai mai chiesto niente, non hai mai giudicato. Sei stato lì con tutto te stesso e io mi sono rialzata con te di fianco.
E ora siamo ancora qui che ci prendiamo le nostre serate, che a volte chiudiamo il mondo fuori e siamo solo io e te come all'inizio. Che stiamo in macchina a parlare come se uscissimo insieme da poco. Che ci noleggimo un film e tu mi prepari il solito cocktail e non ci serve altro se non noi. Che ci facciamo forza a vicenda e quel noi esiste ancora. Perchè io odio dire queste cose ma quando mi stringi forte io ho quel senso di protezione totale, quell'idea che qualcuno si prende e si prenderà cura di me qualsiasi cosa succeda. Io che faccio sempre la persona forte e indipendente ma che con te le barriere le abbasso.
Sono passati 5 anni e in 5 anni sono successe una quantità infinita di cose. Perchè io non sono la classica fidanzata, io non riesco neanche a dirlo voglio stare con te. Per me le parole non contano e a parole io non lo voglio definire cosa siamo. Io non sono quella che porti a casa a far conoscere ai tuoi, quella che ti prepara la cena, quella che è sempre perfetta, quella che ti dice cose dolci, quella che si scioglie quando le mandi un messaggio romantico. Io sono l'amica-fidanzata. Io sono quella che ride dei nomignoli , che ti prende in giro per i messaggi affettuosi, che non sopporta le coppiette totalmente autoreferenziali che non fanno altro che parlare l'uno dell'altro, che non sopporta chiudersi in un rapporto e non vedere più il resto del mondo. Sono quella che ti spinge ad allontanarti da me invece che avvicinarti, che ti spinge ad avere un tuo mondo, a coltivare i tuoi progetti e i tuoi sogni anche quando va a scapito mio. Perchè se siamo ancora qui dopo 5 anni è perchè è sempre stato detto tutto, perchè non siamo andati avanti col paraocchi ma ogni cosa che c'era da affrontare è stata affrontata, perchè anche se io in un rapporto di coppia soffoco e manderei all'aria tutto ho imparato a fare un bel respiro e affrontare il problema. E non lo so tu che ci fai ancora qui, perchè di persone che sanno starti accanto senza creare problemi ogni mese ce ne sono tante. Però poi lo so che con una così ti annoieresti.
We're just two lost souls swimming in a fish bowl | year after year. .
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martedì, 20 giugno 2006
Autolesionismo emotivo. |un grammo di gioia del tuo sorriso|
Totale quiete e pace e bisogno di quiete e pace e niente altro.in una quasi surreale sospensione dopo la fine dell’anno. In un quasi inutile fluttuare tra prima e dopo. In un quasi non riconoscersi e non riconoscere più.
Quando le tue prospettive sono diventate troppo ampie e il mondo è troppo stretto. O il contrario.
E riesci ancora a dire non mi importa, ho lottato abbastanza da sapere come si vince.
Oh mina ho perso il controllo Non so se voglio perdere ancora il controllo. Vita ordinaria o scegli qualcosa di più. A vedere tutti intorno che rientrano nel binario mi chiedo io in fondo dove voglio stare. Dentro o fuori? Tipo il maxitelevisore del cazzo di Rent, per capirci.
Coltivare progetti segreti e sapere che ci vuole coraggio. Io che mi prodigo per infondere coraggio mi trovo a chiedermi se ce l'ho, io, quello che tanto predico.
Sostanzialmente sono sempre in crisi perenne. |molto spesso una crisi è tutt'altro che folle è un eccesso di lucidità |Crisi buona, crisi cattiva, ma sempre crisi. Che alla fine forse me le vado a cercare io. Mi porto dietro l’ alone di confusione ovunque vada. Se non altro la parola noia non esiste. Se non altro non mi manca qualcosa su cui riflettere. Crisi del giorno? Tutto ha un senso troppo surreale. Quella di domani sarà che tutto è troppo reale. O forse è che vorrei fermare tutto a 20 anni e lasciarlo così.
Bisogno di quiete e pace e niente di più E sentirmi esattamente come questa musica in sottofondo.
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mercoledì, 14 giugno 2006
Ho cambiato template e musica. Il template nero mi opprimeva un pò. Soprattutto in questo periodo in cui |nonostante la mia indole burrascosa che mi porta a scatenare tempeste sempre e comunque| sto accumulando una serie di situazioni e giornate in cui sto veramente bene e aprire una pagina così nera e confusionaria stonava un pò con la mia indole del momento. Questo è splendido perchè è quel film a essere splendido, a essere diventato parte di me dalla prima volta che l'ho visto. E lei è un pò più borderline di me ma già dalla prima volta che l'ho visto la prima cosa che ho pensato è stata non siamo poi così lontane. Forse anche troppo vicine.
Per il resto poco da dire se non che sono terribilmente indietro con lo studio e la cosa mi rende poco felice. Se maggio era il tempo del cazzeggio voluto, una giusta pausa per riprendermi, giugno è il tempo del non so più dire di no a eventi sociali più o meno rilevanti. Che tradotto vuol dire una serie infinita di oggi/stasera col cavolo che sto a casa a studiare. Questo ovviamente ha condotto a essere in ritardo su ogni programma di studio e a temere che presto proverò l'ebbrezza della prima bocciatura dopo 4 anni di università. Del resto la risposta standard a come va in questo periodo è nehopienicoglionidelluniversità ripetuto minimo 5 volte nella stessa frase anche a chi ho appena conosciuto. Non stufa della scelta che ho fatto, stufa del pacchetto vai a lezione-recupera le dispense-studia-manda una mail alla segreteria-recupera le slide-vai a cercare il libro introvabile-manda messaggi per sapere gli orari-trova il tempo di andare a parlare col prof-comincia a pensare all'internato del prossimo anno e così via. Del tipo che ormai mi sogno su una spiaggetta sperduta sull'oceano a non fare niente e essere contenta di non farlo.
Di contorno ci sono una serie infinita di progetti per l'estate, tra viaggi,concerti,feste e eventi di vario tipo che mi fanno sorridere un pò e mi fanno dimenticare quello che mi sa di periodo di transizione. Cioè è come se la parola transizione fosse nell'aria e non so nè perchè nè chi ce l'ha messa. E io non voglio transizioni non richieste, ora.
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venerdì, 09 giugno 2006
Fai ciò che devi non guardare mai giù perchè sei ciò che vedi se c'è un senso sei tu E tutto è tranquillo intorno a te
Come sentirsi rannicchiata in un angolo stringendomi forte per sentire che ci sono ancora. Allontanando l'unica cosa perfetta ma in un mondo perfetto io non mi ci sento a mio agio |Ma la violenza della stabilità e' un modo di morire a metà| A chiedere a non so chi cosa c'è di sbagliato nel non essere mai la persona che dovrei, a non rassegnarmi mai a godermi quel che sono.A odiare la perfezione.|Sii perfetto se precipiti|
Non toccarmi,non guardarmi,non volermi.
Paura dell'abbandono. Paura di abbandonare. Paura di abbandonarmi. Non so nemmeno più cosa sono diventata.
Ma c'era un male in lei he non si cura mai
Come quando le cose intorno si modificano lentamente e poi è tutto diverso.Come quando neanche te ne accorgi e ti senti lanciato in quota. Come quando non sai se guardare avanti o guardare indietro. Se stringere forte o mollare la presa e andare. Come quando 100 piccoli cambiamenti di 100 piccole persone diverse fanno un mondo nuovo.
Oh, non piangere, urla piuttosto e lasciamo di noi un ricordo toccante
Oggi nel cazzeggio folle in luoghi diversi con gente diversa - ma pure sempre cazzeggio con annesso senso di colpa da non-studio-da-troppo-tempo-in-maniera-seria- è sorta la solita domanda. E' normale che in un mondo in cui tutti fanno a gara per scappare il più lontano possibile io abbia trovato qui il mio piccolo equilibrio e non voglia andarmene? E' normale il senso di colpa per non voler iniziare pure io una nuova vita lontano da qui? Sono arrivata a chiedermi se è normale che io qui ci stia bene. A pensare che forse sono io a essere strana perchè non sto progettando esperienze di mesi o anni oltroceano quando tutti quelli che mi stanno intorno sembra che non facciano altro. E se sono arrivata a sentirmi quasi in colpa, per avere troppo da lasciare ora che finalmente il mondo esterno è giusto cosi, c'è da chiedersi se io non abbia veramente qualche serio problema di convivenza col mondo.La mia interiorità non è mai stata tanto giusta, non ci sono dubbi. Ma l'esterno andava bene. Finalmente aprivo gli occhi e dicevo è così che me la sognavo la vita a 20 anni, è così che la voglio.
Poi mi viene da chiedermi perchè tutto muta e io sono sempre qui a crogiolarmi nelle stesse cose.
E nel frattempo continuo a non sapere che sono io,ora.
Avrei dovuto inviarti quel che c'è di bello e fragile in me per fartelo osservare con religiosità
Assenza di voglia di provare sensazioni. A dire no, basta così, ho avuto abbastanza.
Lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi.
Esattamente questo. Vorrei solo essere dimenticata su un prato a guardare il cielo e che il mondo si fermi finchè non torno indietro. Vorrei che qualcuno mi dimenticasse lì, così, ferma immobile col vento che si porta via tutto e poi ricominciare.
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mercoledì, 07 giugno 2006
Bisogno di Afterhours endovena.
Per passare l'eternità stesa sul pavimento ad occhi chiusi a sentirli che mi entrano dentro in ogni atomo.
Copriti bene se ti senti fredda hai la pressione bassa nell'anima com'è strano il sapore che riesco a sentire male di miele
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giovedì, 01 giugno 2006
Fermo immagine su questa sera, ore 21.30, su una panchina, tutti insieme.
Vorrei incorniciarlo e fare continuamente dentro-fuori da quel momento.
Vorrei tenere quello che c'era nell'aria in un posticino tutto per me. Quella sensazione che hai che è come quando parti per un viaggio e torni al tuo paese dopo mesi,quella sensazione di familiarità che ti avvolge completamente quando sei in un posto che chiami casa. Seduti su una panchina e sentirsi in armonia col mondo, come se tutto fosse perfetto così com'è.
Vorrei prendere le risate con le lacrime agli occhi e custodirmele gelosamente in un cassetto.
Vorrei sentire ogni mattina l'odore che hanno le sere di fine primavera passate con quelle persone che sanno avvolgerti e farti sentire così leggera da farti dimenticare mille giornate storte.
Vorri sentire ancora sulla pelle quel venticello freddo che ti fa sentire così viva e così tranquilla lì in mezzo.
Vorrei che fosse sempre tutto così, che la parola fine non esistesse. Che fossimo sempre noi e basta.
Vorrei non dover mai dire mi mancano. Perchè sarebbe visceralmente orrendo.
Vorrei poter descrivere a parole quello che provi quando dopo anni in cui li vedi ogni week end, in ogni occasione, in vacanza, a sciare, al mare, ancora capitano serate così dove dici non abbiamo fatto niente di diverso dal solito eppure io stasera ero nel mio piccolo paradiso. Io stasera stavo seduta a guardarli in faccia pensando cazzo, ci conosciamo da sempre e a pensare che meglio di così non poteva andarmi.
Vorrei essere qui tra un anno e fare lo stesso identico post. Anche se uno di noi stasera ha detto sì, parto sul serio. Vorrei che il mio castello non crollasse mai mai mai. Perchè i miei punti di riferimento non sono più lì fissi come una volta, perchè inevitabilmente si cresce e adesso di persone intorno ce ne sono tante, ma quando mi siedo in mezzo a loro io sono armonia pura.
Io non li so fare i post di cose belle. Io odio abbassare le barricate e scrivere così. E odio l'idea che ne vengano a conoscenza. Ma io questo fermo immagine lo voglio ben fisso. Non voglio che si perda nell'aria di inizio giugno, non voglio che si perda in mezzo a altre mille belle serate. Lo voglio qui, così, nudo e crudo.
E non è che sono così irrimediabilmente pazza da fare un post in cui riverso odio sul mondo ieri e un post orribilmente sdolcinato oggi. E' che stasera la mia luna storta si è un pò raddrizzata.
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Forse se smetto di respirare
se ne va via da se
Cos'è? Cos'è? Cos'è?
Si riproduce vivo in me
Cos'è? Cos'è?
Conflitti interni che lasci a macerare
Perchè è la tua realtà che ti fa inumidire
Puoi non vedere,
Puoi rifiutare
Ma le serpi di oggi
sono i vostri bambini
Inocula il mio germe Afterhours,
Germe
amo
odore di pioggia |al gusto di pioggia || deliri alle 3 del mattino |Io sono fuori di testa? Si sono fuori di testa? Hai mica visto volare il mio teschio, Signore? Perchè ho perso la testa || solitudine|so low-so alone-dovrei fare l'eremita, sarebbe meglio per tutti|| bellezza|noi cerchiamo la bellezza, ovunque|| guardare il cielo| Per poterti sentire leggero come il cielo impassibile| leggero ed impassibile | leggero ed impassibile|
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