domenica, 30 luglio 2006

Sono giorni meravigliosi e non riesco neanche a descrivere quanto sto bene, quanto questi giorni siano la cosa più vicina al mondoperfetto che mi viene in mente. C'è che si respira aria di libertà, la voglia di non fermarsi mai e godersi questo periodo fino in fondo.

Frammenti sparsi
-lui che mi porta lontano per lavoro con sè e noi che giochiamo come amici. Lui che lavora e io che me ne vado da sola a fare shopping mentre l'aspetto e suona tutto così surreale, essere lì con lui ed essere io nel suo mondo, una volta tanto.
 -la festa alcolica di giovedì sera, trovarsi alle 2 di notte sdraiata sul prato, bagnata fradicia per i gavettoni, combattuta tra il giramento di testa e la nausea e con la musica troppo alta in sottofondo a guardarmi intorno e vedere svanire la nuvola nera di pensieri. Sostiuita dalla voglia di stare lì in mezzo a tutta quella gente a bere e stringerli tutti forte fino a farsi mancare il fiato e non avere voglia di tornare a casa mai, solo andare avanti a bere e dimenticare tutte le paranoie. Solo sentirsi totalmente libera e rapita da quel momento.
-Trovarsi a parlare fino alle 5 del mattino di noi, del futuro, di quel che siamo, di quel che rappresentiamo noi tutti insieme. Sensazione di pace totale, di sentirsi al posto giusto al momento giusto. Iniziare discorsi infiniti su chi siamo e cosa vogliamo e non aver paura di scoprirsi, di raccontarsi. Non sono convinta di ricordare tutto quello che ho detto ma la sensazione ce l'ho ben stampata nella mente. Come quando stai vivendo una serata e sai che la ricorderai sempre come una delle serate più belle. Di cui ti rimane la sensazione anche se i ricordi si perdono nell'alcool e poi col tempo sbiadiscono. Ma quel momento resta lì, impresso in un angolino della mente, da ritirare fuori quando pensi io all'amicizia non ci credo e poi guardi loro negli occhi e non c'è bisogno d'altro.
-Preparare il regalo d'addio e ridere come pazzi forse per esorcizzare la paura che fa vederlo andare così lontano per così tanto tempo. Quando ti accorgi che sei un gruppo e un ingranaggio se sta andando  via e trovi il modo di buttarla sul ridere per non pensare a qanto sarà difficile vederlo salire su quell'aereo.
- Elio che mi infila una dietro l'altra Tapparella, Servi della Gleba, Cara ti amo e Il vitello dai piedi di balsa. Trovare il biglietto del concerto all'ultimo e mangiarsi una pizza sul prato davanti al palco a discutere perchè mi ha lasciato un'ora ad aspettarlo senza cellulare e a riderci sopra perchè non ce la fai a stare arrabbiata sul serio in quel momento.
- Io e Lui come non stavamo da tempo. Io e lui e basta senza paranoie, senza problemi miei che si sommano ai suoi, senza pensare a nulla se non a noi due in quel momento. In un'altra dimensione, con una dolcezza che tirare fuori con una persona come me è difficile. E passare la notte ineisme e andare a dormire col sorriso, per una volta, senza domande su quel che sarà. Solo la sensazione sulla pelle di come mi stringe forte quando sa che ho bisogno di essere stretta forte.
-noi a cena tutti insieme la sera prima e noi ancora sul fiume il giorno dopo, noi che anche se sono stanca è sempre bello.Loro che mi fanno dimenticare tutti i cattivi pensieri dell'ultimo periodo, e pensare a domani sera che saremo tutti lì all'aereoporto a salutarlo fa terribilmente strano.

E tra poco parto. Non so ancora esattamente per dove ma mi basta sapere con chi. Non mi piace programmare la destinazione mesi prima, funziona come lo scorso anno che ci guardiamo in faccia e diciamo Berlino e prendiamo la macchina e andiamo. E torniamo 3 settimane dopo con mille posti diversi in cui siamo stati e mille cose che abbiamo fatto. E quest anno sarà così, quest anno ci guarderemo in faccia il giorno prima e diremo una destinazione e saliremo in macchina e per 2 settimane saremo nel nostro piccolo paradiso.


SheSinAbedMood ha scritto alle 21:37 | Permalink | commenti (17)

mercoledì, 26 luglio 2006

There’s something to be said about a glass half full.
About knowing when to say when.
I think it’s a floating line. A barometer of need and desire.
It’s entirely up to the individual.
And depends on what’s being poured.
Sometimes all we want is a taste. Other times, there’s no such thing as enough. The glass is bottomless.
And all we want is more.

[Grey's Anatomy, ovviamente]

Il mio bicchiere è senza fondo. Non ne ho mai abbastanza. E' come quando giochi a un videogame e arrivi al livello successivo,ti blocchi in un punto, lo superi, sorridi, e tempo 10 minuti ti blocchi ti nuovo. Io sono così. Non ne ho mai abbastanza.

Oggi fa brutto tempo. Un vento così forte che sembra portarsi via gli alberi davanti casa. Non lo so perchè ma queste giornate mi riportano sempre indietro di anni. Hanno lo stesso sapore di quei sabato pomeriggio degli anni del liceo in cui ti sdraiavi sul pavimento a pensare ad alta voce. In cui stavo a guardare dalla finestra e mi sentivo piena di qualcosa di forte e di terribilmente vivo. Nelle giornate nuvolose e fredde ... la natura è in armonia con la mia anima. Va dove ti porta il cuore. Poi lo dicevo alle mie amiche e mi dicevano tu non sei normale, tu ragioni al contrario. E invece io sono sempre stata bene quando fa così freddo che capisci che esisti sul serio. Quando il cielo è scuro ed è l'atmosfera giusta per pensare. Quando piove e cammini sotto l'acqua e ti senti in pace col mondo intero. Come se il delirio della natura si conciliasse alla perfezione con la mia personalità delirante.

Sono a un punto in cui la stanchezza mi schiaccia via. Come se la mia persona-entusiasta fosse sepolta sotto strati di notti insonni sui libri. Come se l'unica soluzione ora che ho finito gli esami fosse rinchiudermi in una scatola e dormire per un anno.
Chiusa in una scatola. Dove tutti i pensieri che andrebbero sistemati uno ad uno non possano raggiungermi.
Come se fossi stata per mesi sotto acidi e in iperattività molesta e avessi finito l'effetto. Troppe cose per la testa e troppo stanca per pensarci.

E poi c'è stato sabato. Sabato che ho preso la rincorsa e mi sono buttata in acqua in mezzo a loro. Sabato che c'eravamo proprio tutti e la parola fine non era più nell'aria. Sabato che sembrava di stare su un'isola a parte. Sabato che non avevo mai fatto il bagno in un fiume e c'è sempre una prima volta. Sabato che avrei voluto urlare cazzo se sto bene oggi.

E non lo so come sto ora. Ci sono davvero troppe cose per la testa che non riesco a mettere in ordine. Ci sono milioni d pensieri aggrovigliati in una massa grigia che mi fluttua davanti agli occhi. So solo che tra poco parto e osservare da lontano è sempre il modo migliore.

Questo post è un'accozzaglia di cose messe lì senza filo logico, ne sono consapevole. E non sono così triste come sembra. E' solo la stanchezza di fine luglio che sommerge i pensieri belli. Ma sotto sotto ci sono ancora. Almeno credo.


SheSinAbedMood ha scritto alle 20:01 | Permalink | commenti (11)

mercoledì, 19 luglio 2006




Blu, l’impero è blu
È questo che mi manca e mi provoca
Più direi di più della tua pelle in fumo che mi soffoca
Precipita la verità, è solo un po’ più debole



Domenica sera. Intenso. Mi lasciano sempre qualcosa dal vivo. Sono passati un sacco di anni da che ascoltavo Valvonauta tutto il giorno ma risentirla ancora urlata a pochi metri fa sempre il suo effetto. Vederli agitare sul palco e essere completamente risucchiati da quel momento. E quando è partita Elefante il connubio era totale, avrei voluto entrare in quel momento e respirarlo tutto fino in fondo.
Anche se passerà alla storia come il concerto per cui ho dovuto trascinarmi fuori casa malata, sofferente e conciata uno schifo, ma non potevo rinunciare.
E quest anno mancano solo gli Afterhours a settembre e ho raggiunto il nirvana.

Lunedì sera. Cena e concerto, ancora noi insieme dopo 4 anni. Perché esattamente 4 anni fa eravamo alla festa in piscina dopo la maturità a esultare e pieni di progetti e speranze e convinti che le strade si sarebbero irrimediabilmente divise. E invece l'altra sera eravamo ancora noi a ricordare e stringerci di nuovo tutti insieme. A parlare ancora di progetti e futuro e guardare le vecchie foto con i vari comeeravamopiccoli di rito.
E sulle note dell'ultima canzone malinconica che ci calzava a pennello ci siamo salutati e abbracciati e sapere che 5 di noi se ne vanno è strano. Ma sto imparando a lasciare andare. A non lasciarci un pezzo di cuore insieme a chi se ne va.

Mi sento lontano come non mai
nei miei neri e blu

Esattamente. La voglia di scappare via e la pulsione di afferrare tutto e non lasciarlo sfuggire. Voglia di tornare indietro a quando il mondo era piccolo e contemporaneamente voglia di sapere cosa c’è dopo, di liberarsi da tutto e essere io e basta.
Voglia di sensazioni nuove e di recuperare le vecchie.
Crescere di mille anni in pochi mesi e fare fatica a riconoscersi. Rompere le barriere e tornare a essere io.

Progetti e idee che si fanno strada nella mente e a cui prima semplicemente non avevi pensato. Espandersi. Allargare gli orizzonti. Non aver paura di pensare e guardare avanti e lasciare che quel che dev'essere sia.

Perchè questo è’ uno di quei periodi così densi di emozioni che vuoi che passino in fretta perché hai bisogno di osservarli da lontano, a posteriori. Così pieni di cose belle e cose che fanno riflettere che hai bisogno di allontanarti e guardare in silenzio, quasi senza fiato.

SheSinAbedMood ha scritto alle 13:26 | Permalink | commenti (19)

domenica, 16 luglio 2006

Una canzone ripetuta all'infinito non è la soluzione. Troppe sigarette e la voglia di essere a chilometri da qui e chiudere ogni finestra con questo mondo.

Stesa a fissare 3 stelle nel cielo a pensare al troppo vuoto o troppo pieno che mi logora di recente. A dove stanno le mezze misure. A dove sta il confine tra sto bene e sto male. O forse sono in pausa-paranoia.

Radicale cambio di ogni punto di riferimento e ho perso i parametri. La stanchezza di fine luglio che invade anche i pensieri e va bene così, manca un esame e poi sarò abbastanza lontana per aprire gli argini e lasciar scorrere al fast-forward gli ultimi mesi. Non so se sono cresciuta o sono cristallizata. Sospesa tra passato e futuro e nel frattempo il presente scorre così liscio che fa quasi strano. Così liscio da essere un bel luglio con una serie di giornate che vanno di diritto nella cartella bei-ricordi.

E una serie di appunti mentali su cui meditare | perchè non riesco a smettere di fumare | che specializzazione devo prendere | devo chiudere gli occhi e saltare nel futuro  | perchè sono rimasta l'unica a crederci che a 20 anni bisogna lasciar andare tutto e vivere fino in fondo | perchè le mie giornate sono sempre piene all'inverosimile e il tempo non basta mai | settembre non è così lontano | cosa sarò io a settembre | da che parte devo andare | ho troppi progetti nella mente da sistemare | e così via. Posticipazione di pensiero.

Manca l'ultima settimana e si chiude il capitolo e quest anno è diverso e fluttuo ma accetto la sfida. Mettere da parte energia per scoppiare in a champagne supernova in the sky.

Serata in Monluè che porta una concatenazione di meditazioni che si risolvono sdraiata nel prato a guardare il cielo e chiedergli pensi che esista un mondo dove abitano solo pinguini?

|| Ma quando lui urla sto urlando anch'io. E non è cosa che si conviene. ||

Domani sera ci sono i Verdena e io son cresciuta con Valvonauta nelle orecchie e Mina che mi logora dentro e un po’ di voglia di sentire Alberto che sussurra e dopo tutto non avrò che pioggia | che cade con me ce l'ho.


SheSinAbedMood ha scritto alle 04:53 | Permalink | commenti (20)

lunedì, 10 luglio 2006

Senza parole.
Un tripudio di gioia, emozione, urla e vedere la mia Milano così in festa non mi era mai capitato ed è stato stupendo. Le bandiere alte e l’orgoglio di essercì anch’io lì in mezzo.
E poi senza rendermene conto abbiamo parcheggiato le macchine e siamo saltati su un camion di gente più o meno sconosciuta in totale euforia e non mi importava che il camion avesse cominciato ad andare non so bene dove e io non sapessi piu come tornare a casa e che stamattina dovessi essere lucida e sveglia per l’esame. Mi importava solo essere lì sopra a festeggiare per la prima volta nella mia vita un mondiale che l’Italia vince. Perché io nell’82 non c’ero e non lo sapevo cosa si prova quando anche se non sei un tifoso accanito ti trovi in mezzo a mille e mille persone che lasciano le macchine in mezzo alla strada e cominciano a saltare e per una volta si è tutti fratelli. Quando Grosso segna quel goal e tutti si alzano, piangono, si abbracciano e urlano campioni del mondo e fai fatica a realizzare che ci sei, lo stai vivendo sul serio. Quando il sapore delle birre consumate nella solita stanzetta ammassati per vedere uno schermo troppo piccolo non ti è mai sembrato così buono. Quando la tua squadra è campione del mondo.

E ciliegina sulla torta l’esame di stamattina è andato alla grande, e non me l’aspettavo proprio dopo la serata di ieri sera.


SheSinAbedMood ha scritto alle 13:21 | Permalink | commenti (18)

mercoledì, 05 luglio 2006

Indubbiamente non sono una grande tifosa, non ne capisco di calcio e non saprei argomentarne, ma stasera è stato bello. E’ stato bello vederli alzare tutti all’unisono al primo e poi al secondo goal e urlare con tutto il fiato che avevano in gola e saltare e emozionarsi come fossero tornati un po’ bambini. E’ stato bello stare in una stanza con la tapparella rotta e inevitabilmente chiusa, in dieci, a sporgersi per riuscire a vedere il televisore, a morire di caldo però con quell’eccitazione di fondo che un pò ha contagiato anche me che non ho mai seguito una partita di campionato. E’stato bello andare a casa in macchina e all’incrocio del Comune sentire tutti suonare il clacson e urlare e sventolare bandiere e sentirsi tutti parte di una cosa sola. E’ stato bello esserci, stasera.

Tralasciamo che lunedì ho un esame ma domenica sera c’è la finale e non posso guardarla a casa con un occhio sul libro perché i rituali scaramantici vogliono che la partita si guardi sempre a casa della stessa persona, ci si trovi alla stessa ora e ci si sieda a mangiare la pizza nelle stesse posizioni e c’è chi si mette pure la stessa maglietta. E non sono ammesse assenze. Ovvero se domenica sera non mi presento rischio il linciaggio.

Per il resto sono giorni passati in biblioteca come succede ogni anno, a luglio, a cercare di studiare e tra pranzi e pause caffè la giornata vola via in un attimo. Però ci sto sempre bene lì, questo va detto. Mi piace arrivare, sedermi, mettere le cuffie e stare a osservare la gente che conosco e non. E poi ci si trova tutti lì, d'estate. Si pranza insieme, si fanno troppe pause, si fa troppo casino invece di studiare. Quel posto è intriso di familiarità. E quando invece di studiare vai al parco lì di fianco a prendere il sole e guardi il cielo ti sembra un pò di lasciare andare tutto e qualcosa ti dice tutto andrà bene. Perchè ogni tanto anch'io ho bisogno che qualcuno mi guardi negli occhi e mi dica non preoccuparti, tutto si sistema, tutto andrà bene.

E forse la soluzione a tutti i problemi è mettere al minuto 1:36 di nuotando nell’aria, chiudere gli occhi e fare finta che il mondo non esista.

Edit: mi è stato chiesto di scrivere un piccolo post sul banner di Bloggers for equity che ho aggiunto. Io l'ho scoperto per caso e mi ha colpito. Mi ha colpito l'idea che nell'inutilità di questa pagina ci potesse stare qualcosa in cui credo sul serio. Perchè le persone che più stimo al mondo sono quelle come Gino Strada e chi fa il suo lavoro, e mille volte mi sono chiesta se dopo la laurea sarei stata in grado di fare il medico in zone di guerra e la risposta è sempre stata no, io non ho il coraggio, lo ammetto. Però l'idea di andare in situazioni di bsogno dove non ci sono conflitti in atto a dare una mano e' una delle tante cose che quando ho la testa china sui libri mi fa ricordare perchè ho scelto medicina.
Il banner della Croce Rossa era immancabile, fa parte di me da anni e al di là dei discorsi politici è comunque qualcosa che sento mio.
Non sto a dilungarmi sulle varie associazioni ed evito di dire banalità e ovvietà. Volevo solo dire che il banner è lì ed è linkato al sito del progetto, se a qualcuno interessa basta cliccare.


SheSinAbedMood ha scritto alle 02:39 | Permalink | commenti (21)

Forse se smetto di respirare
se ne va via da se
Cos'è? Cos'è? Cos'è?
Si riproduce vivo in me
Cos'è? Cos'è?

Conflitti interni che lasci a macerare
Perchè è la tua realtà che ti fa inumidire
Puoi non vedere,
Puoi rifiutare
Ma le serpi di oggi
sono i vostri bambini

Inocula il mio germe 
           Afterhours, Germe
 

amo
odore di pioggia |al gusto di pioggia ||deliri alle 3 del mattino |Io sono fuori di testa? Si sono fuori di testa? Hai mica visto volare il mio teschio, Signore? Perchè ho perso la testa ||solitudine|so low-so alone-dovrei fare l'eremita, sarebbe meglio per tutti||bellezza|noi cerchiamo la bellezza, ovunque||guardare il cielo| Per poterti sentire leggero come il cielo impassibile| leggero ed impassibile | leggero ed impassibile|

counter
visitato *loading* volte.

links

commenti recenti

archivio
oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---


fanlist

listening to..


bloggers for equity
bloggers for equity

Amnesty International AMREF
Croce Rossa Italiana Emergency
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Medici senza frontiere

The American Red Cross


bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

credits
parole di "Germe", Afterhours
fotografie di Andrea Giacobbe
template creato da FataFallita
distribuito da Tasteless