
Dici che siamo diverse. E forse è stato lampante come mai prima d’ora. Forse una volta cercavamo la stessa cosa in modi diversi. Era diverso il luogo, il vestito, la musica. Ma sotto eravamo più simili di quanto non sembrasse all’apparenza.
E ora l’apparenza è più simile, tu che sei meno tamarra e io che sono più normale. Ma vediamo il mondo da poli opposti, e in mezzo alla confusione del quotidiano non me n’ero mai accorta.
Perché tu non capisci il mio distacco e io non capisco la tua ansia per qualcosa che ormai è stabile. Tu che mi dici che sono fredda perché ho paura io che non riesco a capire quando cadi in paranoia e non riesci a vedere lucidamente quello che hai.
Io che quasi non ti riconosco mentre mi dici smettila di bere perché non l’avevi mai fatto in dodici anni che siamo amiche. Io che in pista non riesco più a capire dove sono e tu che continui a chiedermi va tutto bene e così preoccupata non ti avevo mai vista. Tu che alle 4.30 mi dici andiamo a casa che poi stai ancora più male e io che con te ero abituata a spremere la serata finchè ce n’era mi sento strana.
Io che per la prima volta da una vita ci vedo lontane e ho paura sul serio che qualcosa si smonti, che il tassello che ci teneva unite anche se eravamo diverse sia saltato e non ho la forza di dire niente perché la risposta non la voglio sapere.
Perché lo so che è qualcosa che non sopporterei. Non sopporterei sapere che la tua vita va avanti e io non sono più lì a calmarti quando c’è qualcosa che non va. A fare quel surrogato di persona saggia che ho fatto da che ci conosciamo. A raccogliere i cocci delle delusioni e a gioire con te dei trionfi. A comparire sempre in tutte le occasioni importanti.
Io che per la prima volta sento l’incomunicabilità di due vite diverse e non riesco a capire come sia possibile. Perché avevo sempre pensato che quando anche tu avessi trovato l’uomo, quello giusto, quello che quando ce l’hai di fianco te lo senti che è Lui, ci saremmo avvicinate e le differenze tra noi sarebbero scomparse. E io non lo so come sia possibile ma è stato il processo inverso. Io quasi non ti riconosco nei gesti, nei modi, nel parlare e non riesco a dire niente. Non riesco a dire ho paura, lo metto in un angolino e spero che non crolli tutto, che l’amicizia, quella vera, che ci lega -perché io lo so che la nostra è l’Amicizia- faccia da collante e non ci porti lontane. Perché non sono in grado di stare senza migliore amica e non potrei mai sostituirti.
Perchè tu mi hai insegnato a credere alle cose che durano per sempre e io a noi due ci credo.
Credo che un'amicizia così capiti una volta nella vita e per niente al mondo ci rinuncerei. Credo che siamo così belle quando siamo in serata e ridiamo tutta sera che non si è neanche concepibile l'idea di fare a meno l'una dell'altra.
Credo che ogni tanto ti guardo e penso cazzo se le voglio bene e questo sia più importante di ogni diversità che c'è tra noi.
E dopo le paranoie iniziali- perché sì, io queste paranoie me le faccio – c’è da dire che sono stata bene, perché c’eravamo io e te e io e te in vacanza da sole non ci siamo mai andate. Ci sei tu che ti lamenti della sabbia nel letto e ci sono io che amo il disordine che devo contenermi. Ci sei tu che dici buonanotte mille volte e fai quasi tenerezza e io che mugugno perché andare a letto alle 3 per me è presto e non ho voglia di spegnere la luce.
Ci siamo noi in discoteca e i due ricconi che ci offrono da bere tutta notte e offrono suite esclusive e barche enormi e io che rido dall'inizio alla fine e non riesco a smettere. Ci sei tu che difendi l'amore puro e a me che vien da ridere per l'assurdità della situazione e perchè questa nella vita ancora mi mancava - mentre mi sale la tristezza a pensare che c'è chi accetta.
C'è che ci guardo da fuori mentre balliamo e mi viene da sorridere perchè in quel momento era tutto così bello e armonico che non me ne sarei andata più.
Ci siamo noi in spiaggia e io che ti invidio perchè stai al sole e ti abbronzi e a me dopo 10 minuti gira la testa e torno sempre pallidina - ma questa volta sono abbronzata, giuro.
Ci siamo noi al Casinò e io che ci perdo i soliti 20 euro alle slote machines e no, non avevi vinto più di 10 euro, fidati. Noi lì dentro con una coppa di Champagne e mille ricordi che affiorano e la cronologia di tutte le peggiori bevute del passato.
C'è il pub della prima sera e ci sono le foto con la birra piccola -enorme- e ci sei tu che saltelli quando vedi le barche e io che faccio finta di non conoscerti.
Ci siamo noi in macchina che ci raccontiamo e vengono sempre fuori dettagli nuovi e cose che non sapevo e pettegolezzi che fanno ridere. Perchè io e te ci perdiamo da anni e in domande cicliche e insulse, fin dai tempi in cui ero nascosta nell'armadio per non farmi sentire da mia madre a parlare con te al telefono e raccontarti la mia ultima fiamma e la mia ultima cazzata. Perchè sei sempre stata la prima che chiamavo, ogni volta che ero troppo ubriaca per fermarmi e combinavo qualche disastro. Perchè non mi giudicavi e mi dicevi poi tutto si risolve.
C’è che è bello condividere il mare con qualcuno che lo ama sul serio. E che un pò mi manchi quando la sera spengo la luce e non c'è nessuno si sta lamentando che ha la sabbia nel letto e non c'è nessuno mi dice buonanotte mille volte.
E' vero, non esistono i silenzi. Non esistono i silenzi perchè non ho paura di non sapere cosa dirti. Anche se siamo diverse io lo so che da qualche parte dentro di te qualcosa di me sei riuscita a capire. Che io sono lontana mille miglia da come vedi tu la vita, che tu sei quella ingenua e io quella cinica. Eppure non riuscirei mai a fare a meno di te, di mandarti il solito messaggio quando trovo uno scarafaggio, di chiamarti quando sono abbastanza ubriaca da trovare il coraggio di dirti ti voglio bene.
E poi sono arrivata sotto casa e l'ho visto lì, in mezzo alla strada, con una rosa rossa in mano. E ho parcheggiato in tutta fretta e sono scesa urlando e lui mi ha stretto fortissimo e non sapevo neanche come dirglielo, quanto mi era mancato. Quando la prima sera ero lì a pensare cazzo sono solo 5 giorni eppure già mi manca. Non siamo mai romantici io e lui e questo non è niente ma ero così contenta che non riuscivo a smettere di stringerlo e guardare quanto è dimagrito negli ultimi mesi e pensare quanto bene gli voglio e quanto è così tremendamente perfetto quando siamo insieme. Pulito. Qualcosa di pulito.






























