lunedì, 25 settembre 2006

Volevo scrivere mille cose. Poi è insorto questo raffreddore-tosse-totale afonia che mi ha devastato negli ultimi tre giorni e mi ha tolto ogni ispirazione.

Volevo scrivere di questi ultimi 10 giorni di vacanza. C'è stato riscoprire vecchie amicizie sedute su una panchina a bere bayleis a parlare all'infinito senza pause e renderti conto di quanto cresci e quanto cambi eppure sei ancora lì. C'è stato trovarne di nuove e cominciare a domandarsi come si fa a far posto alle nuove persone senza trascurare le vecchie, che è un pò il gran quesito del periodo. C'è stata una sera in un pub a bere vodka & redbull di cui ormai sono dipendente e ci sono stati giorni a svegliarsi tardi senza sentirsi in colpa. Ci sono stati svariati turni in croce e rendersi conto di quanto faccia male sapere che per ora per almeno un mese devi mollare e realizzare quanto stai bene lì dentro e di quanto quello sia il posto che porta la maggior dose di pace e tranquillità interiore.Quando sei sdraiato sul divano a occhi chiusi che ascolti Einaudi e intorno c'è solo silenzio. O quando lo porti a conoscere la tua squadra e passi il pomeriggio a giocare a carte tutti insieme e non fai altro che ridere.
C'è stato un concerto e ci sono state svariate sere al pub ancora tutti insieme. Con la paura che tutto svanisca in una bolla di sapone che si fa meno forte quando ti ritrovi alla solita ora al solito posto con le stesse persone, e allora cominci a crederci che tutta la sensazione di fine che aleggiava a maggio forse non era così appropriata.
E ci sono stati giorni a alzare la musica al massimo perchè si porti via i pensieri, a sperare che vengano come risucchiati in qualche accordo troppo delicato. E ci sono state sere sotto le coperte a bere lattecognacemiele perchè stai troppo male per muovere un dito e lui è sempre lì di fianco e sere a guidare la sua nuova macchina vedendolo sudare freddo e pregare che non gliela distrugga. Ci sono stati giorni a correre all'idroscalo e ci sono stati pranzi a parlare di passato e futuro. E ci sono nottate al telefono in cui vorresti essere d'aiuto ma ti rendi conto che trovare sempre la cosa giusta da dire non sempre è facile.
E ci sono stati risvegli col sorriso e una serenità quasi stucchevole.

Volevo scrivere di venerdi. Di quella persona che ogni volta che ci vediamo quando torno a casa mi manda un messaggio per dirmi che è stata contenta di vedermi. Che mi dice che sono dolce con me che rispondo puntualmente guarda che per me è un insulto. E l'unica cosa che davvero mi dispiace è che ogni volta avrei mille cose da dire e non c'è mai il tempo per dirle tutte. Perchè ci sono persone a cui non sai mai cosa dire e parli quasi a vanvera giusto per riempire il silenzio. E persone a cui vorresti parlare per giorni e giorni consecutivi, a cui vorresti raccontare tutto quello che eri e che sei e non hai paura di dire la frase sbagliata. E io me lo ricordo il primo giorno che ci siamo viste, quando ha ordinato quel succo di pesca che per me è come una droga e da lì non ho più smesso di parlare.
Perchè sarà la cosa più banale del mondo, ma nella vita incontri persone che ti passano davanti come se stessi guardando un film e ti toccano solo da lontano e persone che entrano a far parte di te senza che neanche te ne accorgi.
E io so che quando diciamo ci vediamo avrò da dirle tutte quelle cose che le persone che ho intorno non capiscono o non vogliono capire o liquidano via con un massì, non preoccuparti. Che lei capisce sempre dove sto andando a parare. Che non dice mai non ho voglia, che vede il mondo con gli occhi della ragazzina con cui lo vedo io. Che sa cosa vuol dire quando vedi tutti intorno che corrono troppo veloce e tu vorresti solo fermare tutto e saltare come quando avevi 16 anni. Perchè sa che crescere non vuol dire perdersi. Perchè sa portarmi in quell'angolino di lago bellissimo e io non riesco a dire niente perchè in realtà sto malissimo ma non voglio rovinare tutto.
Perchè tutto pensavo meno che di incontrare una persona del genere a 22 anni quando ormai alle amicizie così avevo smesso di credere. A quelle amicizie che ti tolgono il fiato quando ti porta il libro più bello del mondo che non hai il coraggio di metterti a leggere perchè sai che sarà stupendo e vuoi aspettare il momento giusto per non rovinartelo. Quelle amicizie che iniziano in una giornata di neve di inzio anno e che a settembre sono già una delle amicizie più importanti che hai.

E volevo scrivere di oggi, oggi che ricomincio le lezioni e la voglia che è pari a zero. Col pensiero che la routine mi distruggerà prima o poi.E che so che devo fare delle scelte.
Ma senza farsi prendere dal panico si può far tutto, in fondo. Autoconvincimento.


SheSinAbedMood ha scritto alle 11:42 | Permalink | commenti (18)

mercoledì, 13 settembre 2006

Meet you all the way,
Rosanna.

Ecco, sì, mentre ascolto ricciuuonuwei, come la chiamavo da bambina quando non capivo l'inglese, forse è il caso di fare il punto. Perchè faccio sempre il punto non lo so. Ho imparato a lasciare andare più di quanto fossi capace ma mi trovo sempre a fare il punto. Per me il nuovo anno inizia domani. Un mese di vacanza pagato con 2 settimane di studio-suicidio - e nella stanchezza oscena a cui ero arrivata l'altra notte sono inciampata nel filo del portatile che era in mano mia ed è rovinosamente caduto a terra - e ovviamente si è irrimediabilmente rotto -che mi sono chiesta mille volte chi me l'ha fatto fare. Poi penso a me e lui a Barcellona, in spiaggia, e mi ricordo perchè ho scelto la via del mi ammazzo di studio a settembre ma mi faccio delle vacanze degne di essere chiamate tali - per poi impararmi a memoria il libro intero e scoprire che sarebbe bastata un quarto della mia preparazione e avrei preso il massimo lo stesso,  ma va bene così. Chiusa la parentesi studio mi trovo ora a fare i conti con quello che avevo lasciato. Quel settembre che era sinonimo di terrore è qui, davanti a miei occhi. Perchè ho lasciato la ragazzina in me a aprile dello scorso anno e ho preso in mano me stessa e questo è un pò l'anno in cui è come se si decidesse tutto. Come se si decidesse se davvero sono grande abbastanza o no.

Perchè in fondo ho paura. E io non lo dico mai ho paura. 

Perchè ho paura del mio rapporto. Perchè ho smesso di scappare e ho iniziato a costruire. Perchè ho smesso di cercare di tenere le distanze come ho fatto per 5 anni e ho iniziato a guardarlo con occhi diversi. A dire forse è la persona giusta sul serio e allora non serve scappare. Ma io ce l'ho nel DNA, la fuga, il bisogno di libertà. Non so dire sì sul serio. Ho bisogno di credere alla libertà. Che voglia dire non l'ho mai capito nemmeno io, ma è il clichè in cui mi sono chiusa e non sono capace di abbandonarlo. Eppure io e lui ora stiamo così bene che non mi serve nient'altro. E allora dovrei solo lasciar andare anche l 'ultimo barlume di terrore - sembro Chandler quando deve sposarsi, lo so.

Perchè ho paura dei legami. Perchè non sono capace di gestire troppe cose alla volta. Perchè oggi ho sentito e visto una ventina di persone diverse, tutte di ambiti diversi, e mi sembra sempre che mi sfugga tutto di mano. Che se non sono lì a coltivare il rapporto come si fa con una piantina sotto la neve mi scappino le cose da sotto gli occhi. E sì, ho imparato a non mandare affanculo tutti all'improvviso e ci ho messo più o meno 20 anni a farlo. A smussare il carattere, a dare ascolto a chi mi ha sempre detto che a erigere barricate non si va troppo lontano. Ma io sono sempre dietro il mio recinto, molto più basso, con molte più porte, ma non sono in grado di tirarle giù sul serio le barricate. E da che sono all'università e il mondo è diventato all'improvviso così grande mi sembra sempre che la gente che mi sta intorno - e che voglio che mi sia intorno - sia troppa da gestire per me . Ed è talmente difficile da descrivere la sensazione che ho che sto sproloquiando righe e righe senza dire niente.
E' solo che ci sono un'infinità di persone che adoro e a cui vorrei dirlo, ti voglio bene davvero, ma mi sembra che il tempo che dedico a ognuno di loro sia sempre troppo poco
. E allora cado in queste paranoie del cazzo da inizio settembre che se fossi una persona normale mi eviterei.
E' solo che è ogni tanto alzo gli occhi ed è tutto talmente perfetto intorno a me che nonostante io abbia imparato a lasciar andare, la tentazione di mollare tutto e ritirarmi su un eremo per non dover sentire la mancanza quando qualcuno se ne va è sempre forte. Però ho imparato. Ho imparato a voltare pagine e a star bene indipendentemente da chi ho intorno. Ho imparato a lasciar passare tanto di me e a prendermi qualcosa da conservare in mente da ognuna delle persone che ho in mente. A guardare con distacco nonostante io voglia bene. Ho imparato a non scappare. E insomma, è già qualcosa.

Perchè ho paura dell'università. Sono terrorizzata dal fatto che devo scegliere che fare della mia vita, che mi hanno aperto la scuola di specialiizzazione che aspettavo da una vita ma ci sono troppi problemi legati. E stamattina il professore con cui ho fatto l'esame mi ha detto se vuoi fare l'internato da noi vieni a parlarmi, e io in fondo in fondo sarei tentata di scegliere la via più facile. Ma mi mancherebbe qualcosa. Mi mancherebbe quello che mi spinge ad andare avanti nonostante tutto. Eppure la cosa che più voglio fare è quella che più mi terrorizza. Ma stavolta devo mettermi in gioco e vorrà dire essere grande sul serio e realizzare sul serio il sogno di una vita. E realizzare i sogni fa paura.

Perchè non riesco a smettere di fumare. E mi detesto per questo. E più penso non fumare mi viene voglia di accendermi una sigaretta. Vado in loop automatico. Cazzo. E dovrei smettere di bere che poi mi viene la pancia alcolica. E via così. Se non altro mi faccio meno canne - anche se penso ancora per poco.

Perchè mi sento una persona nuova e totalmente diversa da un anno fa. Ed è come se avessi acquisito questa calma zen che non lo so da dove arriva. Come se sapessi che si può star bene anche senza che tutto sia per forza difficile. E' solo che ho aperto il blog chiedendo io chi sono, e ancora la risposta non ce l'ho. E' che è sempre tutto ingarbugliato. A tratti. So cosa voglio ma poi mi si aprono strade parallele e non sono mica sicura che la mia sia quella giusta. So che immagino sempre cosa potrebbe essere diverso e il problema della mia vita è sempre il solito. Non mi basta mai. Anche se ho quello che voglio cerco sempre qualcosa di più, sono sempre ad aggiustare cose e smussare angoli e la realtà è quella della citazione di qualche post sotto. Il bicchiere è senza fondo, e tutto quello che voglio è qualcosa di più.


SheSinAbedMood ha scritto alle 02:30 | Permalink | commenti (15)

venerdì, 08 settembre 2006

Cambia rotta
cambia stile
scopri l'anno bisestile
è volgare il tuo annaspare, sai
squarciafavole t'illudi
come notte fra le nubi
questo è l'unonovenovesei 

Sì, perchè quest anno dopo i Verdena e i Marlene e mi mancavano solo gli Afterhours per essere contenta sul serio e ieri sera non mi hanno deluso. Anche se gli Afterhours faccio fatica ad ascoltarli. I Marlene sono extracorporeità ma gli Afterhours fanno male. I Marlene parlano alla mia anima ma gli Afterhours la distruggono. Quel crogiolarsi e trovare le parole che non trovi e darti sempre la forza di guardare oltre.
Quel momento prima di dire vaffanculo e rialzarsi, quell'istante per me sono gli Afterhours.
E quindi avrei voluto un concerto privato, solo io e loro a risuonarmi 100 volte Bye Bye Bombay che sarà inflazionatissima, adolescenziale blah blah blah ma è la canzone. E l'hanno fatta, ancora piu bella di come me la ricordavo. Momenti di godimento puro. Avrei voluto sdraiarmi a terra, chiudere gli occhi e immaginare che il resto scomparisse per godermeli nella totale intimità della mia mente. Perchè hanno qualcosa che fa male, qualcosa come in sottofondo che mi lacera ed ascoltarli è un pò assaporare il lato nascosto delle cose. O forse sto delirando e ho scritto un mucchio di stronzate, cosa più che plausibile.
-Ovviamente ho compato la maglietta io non tremo, giusto per essere tamarra e tardo adolescenziale fino in fondo.-

E poi mi sono fermata a dormire da lui. E alle 3 eravamo sdraiati sul suo letto a mangiare il gelato guardando per l'ennesima volta i soliti episodi di Friends e sembravamo 2 ragazzini che giocano a fare i coinquilini. Ed era bello, tanto, ma non sto a ripeterlo per l'ennesima volta, quanto sto bene con lui.


SheSinAbedMood ha scritto alle 04:40 | Permalink | commenti (14)

Forse se smetto di respirare
se ne va via da se
Cos'è? Cos'è? Cos'è?
Si riproduce vivo in me
Cos'è? Cos'è?

Conflitti interni che lasci a macerare
Perchè è la tua realtà che ti fa inumidire
Puoi non vedere,
Puoi rifiutare
Ma le serpi di oggi
sono i vostri bambini

Inocula il mio germe 
           Afterhours, Germe
 

amo
odore di pioggia |al gusto di pioggia ||deliri alle 3 del mattino |Io sono fuori di testa? Si sono fuori di testa? Hai mica visto volare il mio teschio, Signore? Perchè ho perso la testa ||solitudine|so low-so alone-dovrei fare l'eremita, sarebbe meglio per tutti||bellezza|noi cerchiamo la bellezza, ovunque||guardare il cielo| Per poterti sentire leggero come il cielo impassibile| leggero ed impassibile | leggero ed impassibile|

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parole di "Germe", Afterhours
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