Volevo scrivere mille cose. Poi è insorto questo raffreddore-tosse-totale afonia che mi ha devastato negli ultimi tre giorni e mi ha tolto ogni ispirazione.
Volevo scrivere di questi ultimi 10 giorni di vacanza. C'è stato riscoprire vecchie amicizie sedute su una panchina a bere bayleis a parlare all'infinito senza pause e renderti conto di quanto cresci e quanto cambi eppure sei ancora lì. C'è stato trovarne di nuove e cominciare a domandarsi come si fa a far posto alle nuove persone senza trascurare le vecchie, che è un pò il gran quesito del periodo. C'è stata una sera in un pub a bere vodka & redbull di cui ormai sono dipendente e ci sono stati giorni a svegliarsi tardi senza sentirsi in colpa. Ci sono stati svariati turni in croce e rendersi conto di quanto faccia male sapere che per ora per almeno un mese devi mollare e realizzare quanto stai bene lì dentro e di quanto quello sia il posto che porta la maggior dose di pace e tranquillità interiore.Quando sei sdraiato sul divano a occhi chiusi che ascolti Einaudi e intorno c'è solo silenzio. O quando lo porti a conoscere la tua squadra e passi il pomeriggio a giocare a carte tutti insieme e non fai altro che ridere.
C'è stato un concerto e ci sono state svariate sere al pub ancora tutti insieme. Con la paura che tutto svanisca in una bolla di sapone che si fa meno forte quando ti ritrovi alla solita ora al solito posto con le stesse persone, e allora cominci a crederci che tutta la sensazione di fine che aleggiava a maggio forse non era così appropriata.
E ci sono stati giorni a alzare la musica al massimo perchè si porti via i pensieri, a sperare che vengano come risucchiati in qualche accordo troppo delicato. E ci sono state sere sotto le coperte a bere lattecognacemiele perchè stai troppo male per muovere un dito e lui è sempre lì di fianco e sere a guidare la sua nuova macchina vedendolo sudare freddo e pregare che non gliela distrugga. Ci sono stati giorni a correre all'idroscalo e ci sono stati pranzi a parlare di passato e futuro. E ci sono nottate al telefono in cui vorresti essere d'aiuto ma ti rendi conto che trovare sempre la cosa giusta da dire non sempre è facile.
E ci sono stati risvegli col sorriso e una serenità quasi stucchevole.
Volevo scrivere di venerdi. Di quella persona che ogni volta che ci vediamo quando torno a casa mi manda un messaggio per dirmi che è stata contenta di vedermi. Che mi dice che sono dolce con me che rispondo puntualmente guarda che per me è un insulto. E l'unica cosa che davvero mi dispiace è che ogni volta avrei mille cose da dire e non c'è mai il tempo per dirle tutte. Perchè ci sono persone a cui non sai mai cosa dire e parli quasi a vanvera giusto per riempire il silenzio. E persone a cui vorresti parlare per giorni e giorni consecutivi, a cui vorresti raccontare tutto quello che eri e che sei e non hai paura di dire la frase sbagliata. E io me lo ricordo il primo giorno che ci siamo viste, quando ha ordinato quel succo di pesca che per me è come una droga e da lì non ho più smesso di parlare.
Perchè sarà la cosa più banale del mondo, ma nella vita incontri persone che ti passano davanti come se stessi guardando un film e ti toccano solo da lontano e persone che entrano a far parte di te senza che neanche te ne accorgi.
E io so che quando diciamo ci vediamo avrò da dirle tutte quelle cose che le persone che ho intorno non capiscono o non vogliono capire o liquidano via con un massì, non preoccuparti. Che lei capisce sempre dove sto andando a parare. Che non dice mai non ho voglia, che vede il mondo con gli occhi della ragazzina con cui lo vedo io. Che sa cosa vuol dire quando vedi tutti intorno che corrono troppo veloce e tu vorresti solo fermare tutto e saltare come quando avevi 16 anni. Perchè sa che crescere non vuol dire perdersi. Perchè sa portarmi in quell'angolino di lago bellissimo e io non riesco a dire niente perchè in realtà sto malissimo ma non voglio rovinare tutto.
Perchè tutto pensavo meno che di incontrare una persona del genere a 22 anni quando ormai alle amicizie così avevo smesso di credere. A quelle amicizie che ti tolgono il fiato quando ti porta il libro più bello del mondo che non hai il coraggio di metterti a leggere perchè sai che sarà stupendo e vuoi aspettare il momento giusto per non rovinartelo. Quelle amicizie che iniziano in una giornata di neve di inzio anno e che a settembre sono già una delle amicizie più importanti che hai.
E volevo scrivere di oggi, oggi che ricomincio le lezioni e la voglia che è pari a zero. Col pensiero che la routine mi distruggerà prima o poi.E che so che devo fare delle scelte.
Ma senza farsi prendere dal panico si può far tutto, in fondo. Autoconvincimento.






























