"You're like Santa Claus... on prozac... in Disney Land"
L'aria fredda di mezzanotte all'uscita della sala prove pensando che mai nella mia vita tutto è stato così incrediilmente bello. Come se tutto fosse intriso di questo sapore dolciastro.
E oggi, oggi è stato splendido. Un minuto prima ero in psichiatria a ripensare che quel posto era il mio sogno, quando sono entrata a medicina. Un minuto dopo ero coi miei nuovi colleghi di reparto, che poi sono ragazzi come me e chiamarli così mi sa brutto, a fare foto idiote mentre addobbiamo la nostra stanzetta. E un minuto dopo ero seduta su una panchina al sole a fumare e pensare cazzo se ci sto bene, qui. E un minuto dopo eravamo tutti a pranzo, e un minuto dopo ancora ero sdraiata sul letto di una mia amica e parlare di noi, di come ci vanno le cose, e lei che mi dice non ti ho mai visto così e ti conosco dall'inizio del liceo, non ti ho mai visto così felice, non ti ho mai visto parlare così tanto, non ti ho mai visto entrare in una stanza in una nuvola di entusiasmo, tu che eri così fredda e introversa. Tu che un anno fa avevi mille dubbi e mille casini e non riuscivi a barcamenarti tra tutto e ora sei un'altra persona. Ed è vero, è vero che parlo ininterrottamente e sorrido sempre. E la verità è che vorrei portare un pò di tutto quello che sto vivendo io ora, io che ho un anno fa non sapevo chi ero e cosa volevo, io che ora mi sento come se ogni giorno mi svegliassi a Disneyland, a tutte le persone che ho intorno e che adoro. Come se potessi chiudere in una boccetta tutto questo e portarne un pochino anche a quelle persone che sono parte di me.
E poi stasera ero in sala prove, con loro due che definire persone importanti è fin troppo banale, a dire io col basso lo so sono una sega ma va bene lo stesso. E uscire nel freddo della notte, accendersi una sigaretta e avere quella sensazione che ecco, sì, questo è uno di quei momenti in cui vorresti abitare per sempre, noi 3 e la musica e basta.
E poi abbiamo raggiunto gli altri ed eravamo tutti insieme, noi, i soliti, a bere una birra al solito centro sociale, a saltellare al tempo di personal jesus e perdere a calcetto come al solito.
E vorrei poter raccontare tutto dell'ultima settimana.
Vorrei poter raccontare di quella Milano, la Milano di questo periodo che è così fredda ma così piena di luci. La Milano dei canti pacchiani degli Oh bej oh bej mentre camminiamo mano nella mano tra la gente, per poi correre sotto la pioggia senza ombrello come due ragazzini.
La Milano delle giornate in centro con una compagna a saltare il pomeriggio in università e fuggire per negozi. E immergersi in quell'atmosfera - sì, trash - ma che mi ricorda quando ero bambina e rimanevo col naso all'insù a fissare le decorazioni in piazza Duomo.
Vorrei poter raccontare quanto sia bello svegliarsi la mattina di fianco a lei , lei che mi divora la torta al cioccolato alle 3 del mattino in fame chimica, lei che mi dice non è possibile che in tutti questi anni io abbia mai dormito da te, lei che è così cristallina, lei che continua a urlarmi allora, la fai sta canna o no, lei che a tratti è ancora quella ragazzina che era una volta e a tratti è quella donna che è ora. Lei che è così diversa da me ma che mi fa stare così immensamente bene da dover ciclicamente scrivere qualcosa di lei sul blog perchè non riesco a farne a meno.
E la mattina dopo c'era lui, di fianco a me. Lui di cui ormai ho già detto tutto. Lui che apre gli occhi e come prima cosa cerca la mia mano. Lui che una parte di me detesta, con la sua imperturbabilità e la sua durezza, ma una parte ci spera sempre che prima o poi impari a lasciare andare sul serio.
Vorrei poter raccontare di quanto siano belli in questo periodo i pomeriggi in Croce, seduta sul divano con una tazza di tè caldo a piedi scalzi a rannicchiarmi per il freddo e parlare come una comare delle ultime cose.
Vorrei poter raccontare di noi 2 che facciamo l'albero,io che odio le cose romantiche ma che amo mettere canzoni idiote in sottofondo e cantare a squarciagola mentre facciamo la parodia della coppietta seria. Perchè qualcosa di vero c'è, c'è mentre mi dici invecchiamo e ti rispondo però siamo ancora qui, nonostante tutto.
E ci sono altre mille cose, nottate sotto la pioggia, pomeriggi fatti di parole davanti a un caffè coi biscotti, serate al solito pub e così via.
La verità è che sforno un post noioso dopo l'altro, la verità è che non ho molto da dire in questo periodo se non una fotografia di bei momenti che mi viene da scrivere perchè non si perdano nell'aria gelida di questi giorni. La verità è che dovrei smettere di scrivere ora. Perchè non sarà sempre tutto così, non sarà sempre tutto come se stessi su una nuvola.
E' che è tutto così diverso, ora, ed è così strano pensare a quello che è stato l'ultimo anno, al crescendo dell'ultimo periodo, a quanto davvero un anno fa fossi un'altra persona, a quanto duro sia stato rialzarsi mille volte e guardare avanti.
E prima o poi finirà questo periodo in cui mi sento completa come mai in vita mia, e tornerò a cadere e risalire come è sempre stato. Ma nel frattempo va così, va tutto bene. Va che il mio buonumore è insopportabile, se non altro me ne rendo conto.






























