mercoledì, 13 dicembre 2006

"You're like Santa Claus... on prozac... in Disney Land"

L'aria fredda di mezzanotte all'uscita della sala prove pensando che mai nella mia vita tutto è stato così incrediilmente bello. Come se tutto fosse intriso di questo sapore dolciastro.

E oggi, oggi è stato splendido. Un minuto prima ero in psichiatria a ripensare che quel posto era il mio sogno, quando sono entrata a medicina. Un minuto dopo ero coi miei nuovi colleghi di reparto, che poi sono ragazzi come me e chiamarli così mi sa brutto, a fare foto idiote mentre addobbiamo la nostra stanzetta. E un minuto dopo ero seduta su una panchina al sole a fumare e pensare cazzo se ci sto bene, qui. E un minuto dopo eravamo tutti a pranzo, e un minuto dopo ancora ero sdraiata sul letto di una mia amica e parlare di noi, di come ci vanno le cose, e lei che mi dice non ti ho mai visto così e ti conosco dall'inizio del liceo, non ti ho mai visto così felice, non ti ho mai visto parlare così tanto, non ti ho mai visto entrare in una stanza in una nuvola di entusiasmo, tu che eri così fredda e introversa. Tu che un anno fa avevi mille dubbi e mille casini e non riuscivi a barcamenarti tra tutto e ora sei un'altra persona. Ed è vero, è vero che parlo ininterrottamente e sorrido sempre. E la verità è che vorrei portare un pò di tutto quello che sto vivendo io ora, io che ho un anno fa non sapevo chi ero e cosa volevo, io che ora mi sento come se ogni giorno mi svegliassi a Disneyland, a tutte le persone che ho intorno e che adoro. Come se potessi chiudere in una boccetta tutto questo e portarne un pochino anche a quelle persone che sono parte di me.
E poi stasera ero in sala prove, con  loro due che definire persone importanti è fin troppo banale, a dire io col basso lo so sono una sega ma va bene lo stesso. E uscire nel freddo della notte, accendersi una sigaretta e avere quella sensazione che ecco, sì, questo è uno di quei momenti in cui vorresti abitare per sempre, noi 3 e la musica e basta.
E poi abbiamo raggiunto gli altri ed eravamo tutti insieme, noi, i soliti, a bere una birra al solito centro sociale, a saltellare al tempo di personal jesus e perdere a calcetto come al solito.

E vorrei poter raccontare tutto dell'ultima settimana.
Vorrei poter raccontare di quella Milano, la Milano di questo periodo che è così fredda ma così piena di luci. La Milano dei canti pacchiani degli Oh bej oh bej mentre camminiamo mano nella mano tra la gente, per poi correre sotto la pioggia senza ombrello come due ragazzini.
La Milano delle giornate in centro con una compagna a saltare il pomeriggio in università e fuggire per negozi. E immergersi in quell'atmosfera - sì, trash - ma che mi ricorda quando ero bambina e rimanevo col naso all'insù a fissare le decorazioni in piazza Duomo.
Vorrei poter raccontare quanto sia bello svegliarsi la mattina di fianco a lei , lei che mi divora la torta al cioccolato alle 3 del mattino in fame chimica, lei che mi dice non è possibile che in tutti questi anni io abbia mai dormito da te, lei che è così cristallina, lei che continua a urlarmi allora, la fai sta canna o no, lei che a tratti è ancora quella ragazzina che era una volta e a tratti è quella donna che è ora. Lei che è così diversa da me ma che mi fa stare così immensamente bene da dover ciclicamente scrivere qualcosa di lei sul blog perchè non riesco a farne a meno.
E la mattina dopo c'era lui, di fianco a me. Lui di cui ormai ho già detto tutto. Lui che apre gli occhi e come prima cosa cerca la mia mano. Lui che una parte di me detesta, con la sua imperturbabilità e la sua durezza, ma una parte ci spera sempre che prima o poi impari a lasciare andare sul serio.
Vorrei poter raccontare di quanto siano belli in questo periodo i pomeriggi in Croce, seduta sul divano con una tazza di tè caldo a piedi scalzi a rannicchiarmi per il freddo e parlare come una comare delle ultime cose.
Vorrei poter raccontare di noi 2 che facciamo l'albero,io che odio le cose romantiche ma che amo mettere canzoni idiote in sottofondo e cantare a squarciagola mentre facciamo la parodia della coppietta seria. Perchè qualcosa di vero c'è, c'è mentre mi dici invecchiamo e ti rispondo però siamo ancora qui, nonostante tutto.


E ci sono altre mille cose, nottate sotto la pioggia, pomeriggi fatti di parole davanti a un caffè coi biscotti, serate al solito pub e così via.

La verità è che sforno un post noioso dopo l'altro, la verità è che non ho molto da dire in questo periodo se non una fotografia di bei momenti che mi viene da scrivere perchè non si perdano nell'aria gelida di questi giorni. La verità è che dovrei smettere di scrivere ora. Perchè non sarà sempre tutto così, non sarà sempre tutto come se stessi su una nuvola.
E' che è tutto così diverso, ora, ed è così strano pensare a quello che è stato l'ultimo anno, al crescendo dell'ultimo periodo, a quanto davvero un anno fa fossi un'altra persona, a quanto duro sia stato rialzarsi mille volte e guardare avanti.
E prima o poi finirà questo periodo in cui mi sento completa come mai in vita mia, e tornerò a cadere e risalire come è sempre stato. Ma nel frattempo va così, va tutto bene. Va che il mio buonumore è insopportabile, se non altro me ne rendo conto.


SheSinAbedMood ha scritto alle 02:18 | Permalink | commenti (17)

lunedì, 04 dicembre 2006

Edit. Sono entrati e non sapevo se ridere, piangere, urlare o crollare. Burn, you will burn. Come se la terra sotto i piedi tremasse e poi all'improvviso scomparisse. Pay, you must pay.  Come un uragano che si porta via tutto. Now beg, you will beg. Come se all'improvviso tutto quello che avevo dentro uscisse e venisse lanciato in mille direzioni. Take a bow


Serenità di fondo e cappuccino della macchinetta. Questo è il riassunto.
Affrontare i propri scheletri e nottate al telefono per rimettere le cose al posto giusto. Scoprire pezzi in bilico di me che non sapevo esistessero e scoprirne altri che rendono tutto strepitoso. Trovarsi in un mondo nuovo e trovarcisi tremendamente bene e non aver più bisogno di tutto il resto. Stringere più a fondo e mettere in un angolo la parte fredda di me e gettarsi in giornate che iniziano presto e finiscono la sera con lui che mi stinge forte e non riesco a immaginare niente di meglio. Niente di meglio di questo che un anno fa non avrei mai immaginato, di questo che è quello che ho sempre sognato.

Giornate fatte di cappuccini troppo caldi al bar dell'università e di serate all'Atomic a ballare. Giornate troppo fredde e uggiose seduta coi piedi sul calorifero che scalda, a parlare e raccontarsi a chi ancora non ti conosce eppure già ci stai bene. Giornate in reparto a vacillare ogni tanto ma sapere che di fianco c'è chi può capire cosa provi a stare lì dentro anche se non sei dalla parte del paziente. Giornate a pranzo in Festa del Perdono con chi non vedi da troppo e serate a ballare musica orrenda in posti tamarri ma va bene lo stesso. Nottate a giocare a Monopoli e serate a rivedere chi non vedi da 10 anni e poi noi 2 a progettare la nostra nottata di follia perchè una migliore amica è per sempre, in fondo. Giornate sotto il piumone a parlare al telefono e poi rientrare lì dentro e sapere che pensavi di andartene ma non puoi perchè ormai quel posto è parte di te, perchè sei parte di qualcosa e allora si accorciano le ore di sonno ma la croce non si lascia. Giornate splendide, giornate di malessere fisico ma a pensare io non mollo, giornate a chiedersi come fare a non dimenticarsi nessuno per strada. Giornate a salire sulla bilancia e sono sette chili in meno e non posso fare altro che esultare e giornate che torno a casa alle 9 dall'università che vorrei solo crollare in qualche angolo e invece tempo mezzora e già si ricomincia, già c'è vita, ancora.

E poi ieri sera ritrovarci tutti a un tavolo a parlare di Capodanno e immaginarci in spiaggia a mezzanotte, tutti insieme. Tutti insieme perchè si cresce ma siamo più simili di quel che pensiamo. Perchè anche se ormai tutti abbiamo qualcosa di grande a cui badare, tutti abbiamo le nostre strade che sono diverse e che sono in compagnia di altre persone non voglio che finisca, mai. Perchè a me è sempre sembrato uno di quei gruppi di amici che vedi nei film, quelli che si buttano in acqua all'unisono e poi si guardano e ridono. Ecco, questa è l'immagine che ho di noi, e allora io il capodanno lo voglio così, che ci buttiamo in acqua a mezzanotte ubriachi e poi ci guardiamo e sorridiamo, perchè le compagnie così non finiscono mai e io a questo ci credo.

E la consapevolezza che sono cresciuta e che troppe cose ormai mi vanno strette, tanto che non riesco nemmeno più a scrivere sul blog perchè è tutto nuovo e quella parte di me che aveva paura, che si sentiva persa che c'era quando l'ho aperto è sepolta sotto una nuova persona che si è gettata nel mondo e vuole vivere tutto fino in fondo, gioia e dolore, senza scappare da nessuna parte.
E parlare con qualcuno che come me si è chiesto come si fa a mantenere la parte più folle in tutta questa stabilità è stata la cosa migliore che potesse succedermi, perchè da lui mai me lo sarei aspettato un discorso così e invece infondo siamo più simili di quanto credessi. Perchè ho sempre visto intorno a me gente che si mette sul binario e va dritta e io l'unica a farsi paranoie, e invece a quanto pare non è così. E allora la soluzione c'è, in fondo. E la vedo in lontananza, la vedo in mille attimi di vita e in mille progetti e in qualche angolino, dentro di me.


SheSinAbedMood ha scritto alle 02:57 | Permalink | commenti (4)

Forse se smetto di respirare
se ne va via da se
Cos'è? Cos'è? Cos'è?
Si riproduce vivo in me
Cos'è? Cos'è?

Conflitti interni che lasci a macerare
Perchè è la tua realtà che ti fa inumidire
Puoi non vedere,
Puoi rifiutare
Ma le serpi di oggi
sono i vostri bambini

Inocula il mio germe 
           Afterhours, Germe
 

amo
odore di pioggia |al gusto di pioggia ||deliri alle 3 del mattino |Io sono fuori di testa? Si sono fuori di testa? Hai mica visto volare il mio teschio, Signore? Perchè ho perso la testa ||solitudine|so low-so alone-dovrei fare l'eremita, sarebbe meglio per tutti||bellezza|noi cerchiamo la bellezza, ovunque||guardare il cielo| Per poterti sentire leggero come il cielo impassibile| leggero ed impassibile | leggero ed impassibile|

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parole di "Germe", Afterhours
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