Esisto ancora, sì. Non so bene come nemmeno io, ciclicamente è come se entrassi in una centrifuga e rimane solo la voglia di urlare fermate tutto, lasciatemi in un angolo a respirare.
E anche Capodanno se ne è andato, in metà di mille in una casetta al mare a mangiare-bere-fumare ininterrottamente per 2 giorni. Bello, come sempre. Seduta sul balcone a guardare il mare con quella sensazione di leggerezza chimica che pervade tutto, questa è l'immagine che mi rimane. E di fianco c'è l'immagine di noi 3 sdraiate sul letto a ricordare l'ultima volta che abbiamo dormito insieme, quando ancora non eravamo maggiorenni e tornavamo dalle serate alcoliche nei locali in quella Milano che ci sembrava immensa.
E insieme a Capodanno se ne sono andati gli unici 10 giorni di vacanza, con quella tazza di tè caldo a fissare le luci dell'albero in salotto e farsi domande di cui non voglio sapere la risposta.
Ricomincia tutto, di nuovo, eppure c'è sempre quella sensazione di leggerezza in fondo che mi fa sorridere a sproposito. Perchè per quanto sia sempre tutto difficile , c'è sempre qualcosa che mi attira, come se ci fosse uno stimolo costante a andare avanti, a voler vedere come va a finire il film.
E ci sono mille cose che mi sono franate addosso, i soliti tasselli del puzzle che sono andati fuori posto, e non basta sedersi in un angolo e chiedersi tu cosa vuoi davvero, perchè la risposta non c'è mai.
Una e centomila. Quello che sono non mi basta mai, quello che faccio non mi basta mai, non so dove stia di casa la stabilità e allora tutto si complica, ogni volta. Ogni cosa, ogni cosa è difficile, ora. Eppure io il bello ce lo vedo ancora, eppure quando dico la mia relazione sta andando a puttane e mi guardano con compassione e mi chiedono va tutto bene io sorrido, e dico va tutto bene, io sono così, quel che non uccide fortifica. Non sono capace di fermarmi a piangermi addosso. Funziono che spero che si risolva, sì, ma si va avanti, sempre.
E prego che sia sempre così, che ogni cosa sia convertita in rabbia e non tristezza, che anche il 2007 sia fatto di me che sto in piedi e anche nella merda voglio vedere come finisce il film. Perchè so che quando smetterò di farmi da traino cadrò e non mi rialzerò più.
Ma non voleva essere un post depressivo, no. C'è un sorriso che non mi abbandona mai, e fa strano addosso a me, e c'è una me cresciuta di mille anni che sta bene, che vede il mondo con lenti colorate, una volta tanto. E ci sono gli esami, il reparto, e troppi pensieri che mi intasano la mente, ma va ancora tutto bene. Va ancora tutto con quella sensazione di straordinario che mi fa abbozzare un sorriso anche nei momenti più banali, e c'è solo da rimboccarsi le maniche per l'ennesima volta e sistemare il puzzle, sperando solo che tutta quella voglia che ho ora non scompaia in una bolla di sapone.






























