mercoledì, 02 aprile 2008

Mi ci è voluto un sacco, per riuscire a postare di nuovo. Scrivo una cosa e il giorno dopo è già obsoleta, è già cambiato tutto, ogni sensazione è diversa. Ma oggi sono salita in macchina e c'era il sole e alla radio c'erano i Pink Floyd che sono la cosa più bella che io abbia mai sentito e c'era solo un senso di leggerezza che avvolgeva tutto. Quei momenti in cui realizzi che dopo mesi brutti tutto è tornato al suo posto e c'è di nuovo quell'equilibrio e quella sensazione di armonia totale che ti lascia senza fiato.
E mi sento sempre come un giocoliere con mille cose tra le mani col terrore di far crollare tutto, come suddivisa in mille ambienti diversi con gente diversa e una volta non era così, una volta io avevo le mie radici ben piantate e invece ho imparato a aprirmi al mondo intero ed è strano ma anche tremendamente bello. Ed è come camminare sull'orlo del burrone col terrore di crollare e col terrore che da un momento all'altro tutto si dissolva.
Eppure a certo punto apri gli occhi e realizzi cosa davvero hai intorno e cosa hai costruito in questi ultimi anni e quasi non ci credi, che sei davvero tu a vivere quella vita.

E poi c'è lui e ci siamo noi che siamo diventati esattamente quello che ho sempre sognato, al punto che non riesco nemmeno a descrivere questo periodo tra me e lui perchè è solo sensazione pura. Perchè ho sempre avuto l'incubo di finire dopo anni che stiamo insieme completamente ripiegati su noi due e basta, senza essere più in grado di coltivare le nostre vite anche separati e diventare una coppia autoreferenziale in grado solo di pensare e progettare in coppia. Il terrore irrazionale di dipendere da lui e di appoggiarmi su di lui mi impediva di vivere serenamente e continuavo a scappare, io che mi circondo di legami forti al di fuori di noi due e di cui non sarei in grado di fare a meno. E invece poi a un certo punto tutto è andato a posto ed è come se avessimo creato qualcosa di solido che non esclude noi due come individui. Viviamo vite diverse con lavori diversi e amicizie diverse e poi ci ritroviamo la sera e abbiamo mille cose da dirci e da condividere ed è meraviglioso, è meraviglioso quando riusciamo a stare un intero sabato insieme a ascoltare musica e c'è quella sensazione di essere finalmente riuscita a conciliare lui e il resto della tua vita e mai come ora siamo stati cosi bene insieme.

 E poi c'è tutto il resto. Poco più di due settimane fa ho realizzato che avevo perso me stessa per strada, e avevo scritto un post che finiva con e ho dimenticato cosa si prova a sdraiarsi in un prato e non pensare, non pensare a niente se non alla forma delle nuvole. Poi nelle ultime due settimane è cambiato tutto, io sono di nuovo io e basta, e oggi ero su un prato ed eravamo li a parlare e non stavo pensando a niente se non a quel momento ed è stata forse la cosa più bella degli ultimi mesi.
Perchè all'improvviso ti alzi una mattina e l'unica frase che c'è nella mente è ho perso me stessa nello sforzo spasmodico di non crollare. Tutto quello che ero e che sono stata sepolto sotto mesi di terrore, terrore puro. Da un lato gli esami, la tesi, l'obbligo di frequenza, i turni in pronto soccorso e potrei continuare all'infinito. Dall'altro la consapevolezza di aver scelto di fare qualcosa che sta al confine tra la vita e la morte, con conseguenti notti in bianco a chiedersi ma io sono in grado?, a rivivere istanti tremendi che non vorresti mai aver visto coi tuoi occhi, a chiederti quanti anni ci vorranno prima di abituarsi davvero.

E poi qualcuno si siede di fianco a te e dice guardati, guarda chi sei davvero. 24 anni e fai la cosa che più ami al mondo e non riesci neanche a contare le persone che hai intorno e che ti adorano.
E sentirsi così stupidi, così presa da me stessa e da questi pensieri da non riuscire più a vedere davvero, chi sei e perchè lo fai.
E ci voleva qualcuno che mi scrollasse, che mi dicesse dove sei finita.
Notti in bianco a parlare, a ricominciare a parlare di se stessi e ricordarsi cosa si prova a essere cosi vicini alle persone da sentirtici un tuttuno.

Persone. Forse le persone sono la cosa che mi ha sempre salvato. La musica e le persone.
E così a un certo punto smetti di star chiuso dietro alle tue barricate e quando ti guardi intorno realizzi cosa davvero c'è. Perchè in una cosa ho sempre creduto, la forza del legame, quel tuttuno con l'altra persona che non c'è neanche bisogno di parlare.
E allora all'improvviso non sei più china su te stessa a farti risucchiare via dalla paura del futuro e ricominci a passare pomeriggi a parlare di te, pomeriggi a ridere come non ridevi da mesi e poi c'è quell'istante in cui ti fermi e dici forse io tutte queste persone non me le merito, per come sono stata ultimamente.

E ricominci ad assaporare ogni momento, come una volta, quella vitalità, quel volere sempre di più, quel voler vivere sempre al 100% ogni istante, quel porsi mille domande e quella costante lotta contro se stessi per essere sempre meglio, perchè ogni istante fosse da ricordare. E ritorni a fluire, a fluire in un tutt'uno col resto del mondo al punto che quando apri la porta di casa e ti dicono che hai da sorridere non sai nemmeno dire perchè, e ci sono di nuovo infiniti pomeriggi in quel posto che amo, amo con tutta me stessa che se dovessero chiedermi qual'è il posto che tira fuori chi sei davvero risponderei in Croce coi miei colleghi senza pensarci 2 volte. Perchè quella sono io, perchè quel posto mi ricorda ogni volta perchè ho scelto di fare il rianimatore, perchè come sto li dentro non sto in nessun posto.

E chiedersi come hai fatto per 4 mesi a essere cosi ripiegata su te stessa da non vederlo, tutto questo. Da non accorgerti di chi avevi intorno, di cosa in questi ultimi anni sei riuscita a creare. Perchè quando ho iniziato a scrivere qeusto blog c'erano i miei amici che erano la mia compagnia e questo cercare l'istante perfetto si riversava tutto su loro, ora ci sono altri mille legami così belli da togliere il fiato che a volte mi chiedo come ho fatto a imparare a abbassare le barriere e lasciarmi andare così tanto.

 E il peso c'è, c'è quel peso che schiaccia a terra che prende tutte noi all'ultimo anno, quando sai che hai 3 mesi per finire gli esami, fare la tesi, sperare che ti prendano in specialità al primo colpo e non puoi piu fallire, e intanto pensi all'anno prossimo quando non ci sarà più nessun sono ancora studente quando sbagli a prendere la vena.
Ma è come se all'improvviso fosse tutto meno pesante, come se potessi spartire il peso con tutto quello che ho intorno, come se si fosse aperto il campo del possibile e ti accorgi che non stai più pensando cazzo non manca tanto a essere uno specializzando, stai guardando l'elisoccorso insieme ai tuoi colleghi d'ambulanza e pensi non c'è nessun posto al mondo in cui vorrei essere ora se non questo. 


SheSinAbedMood ha scritto alle 00:56 | Permalink | commenti (4)

Forse se smetto di respirare
se ne va via da se
Cos'è? Cos'è? Cos'è?
Si riproduce vivo in me
Cos'è? Cos'è?

Conflitti interni che lasci a macerare
Perchè è la tua realtà che ti fa inumidire
Puoi non vedere,
Puoi rifiutare
Ma le serpi di oggi
sono i vostri bambini

Inocula il mio germe 
           Afterhours, Germe
 

amo
odore di pioggia |al gusto di pioggia ||deliri alle 3 del mattino |Io sono fuori di testa? Si sono fuori di testa? Hai mica visto volare il mio teschio, Signore? Perchè ho perso la testa ||solitudine|so low-so alone-dovrei fare l'eremita, sarebbe meglio per tutti||bellezza|noi cerchiamo la bellezza, ovunque||guardare il cielo| Per poterti sentire leggero come il cielo impassibile| leggero ed impassibile | leggero ed impassibile|

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parole di "Germe", Afterhours
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